Bolletta elettrica con voce canone Rai evidenziata, accanto al modulo dell'Agenzia delle Entrate per l'esenzione e una penna sul tavolo
Bonus e agevolazioni

Canone Rai 2026 over 75: esenzione entro il 30 aprile

Esenzione canone Rai 2026 over 75: 90 euro per chi ha 75 anni al 31 gennaio, reddito entro 8.000 euro e nessun convivente con reddito. Scadenza 30 aprile.

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Giovanna Bitozzi

L’esenzione canone Rai 2026 over 75 vale 90 euro annui e non è automatica: chi ha già compiuto 75 anni entro il 31 gennaio 2026 e possiede i requisiti di reddito deve presentare la dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate entro il 30 aprile 2026. Chi non arriva in tempo perde l’esenzione per l’intero 2026 e il canone resta addebitato in bolletta. Non è scontato che tutti gli over 75 ne abbiano diritto: ci sono tre requisiti precisi e basta un solo convivente con reddito proprio per perdere il beneficio, anche se si è ultraottantenni da anni.

Cosa sappiamo finora

  • L’esenzione canone Rai per over 75 è regolata dall’art. 1, comma 132 della Legge di Stabilità 2007 (Legge 27 dicembre 2006 n. 296) e dal DM 13 maggio 2008, che stabilisce le modalità di presentazione della dichiarazione sostitutiva.
  • Il canone Rai vale 90 euro annui a partire dal 2016 (ridotto dalla precedente misura di 113,50 euro); è addebitato automaticamente in bolletta elettrica per chi ha un contratto di fornitura residenziale.
  • La dichiarazione sostitutiva è il solo strumento valido: non esiste esenzione automatica per il compimento del 75esimo anno. Va presentata attivamente.
  • Chi ha già presentato la dichiarazione in anni precedenti e non ha avuto variazioni di reddito o convivenza non deve rifare nulla nel 2026.
  • Due scadenze semestrali: 30 aprile per chi ha compiuto 75 anni entro il 31 gennaio; 31 luglio per chi li compie tra il 1 febbraio e il 31 luglio.

Cosa cambia adesso

Chi non ha mai presentato la dichiarazione e rientra nei requisiti ha oggi la possibilità di non pagare i 90 euro del 2026 — ma solo se agisce entro il 30 aprile. Dopo quella data, il canone resta addebitato in bolletta e non è previsto rimborso retroattivo per chi presenta tardi. Chi ha subito variazioni nella convivenza o nel reddito rispetto all’ultima dichiarazione deve valutare se i requisiti sono ancora soddisfatti — e, in caso contrario, non presentare la dichiarazione (le dichiarazioni mendaci espongono a responsabilità penali).

Che cos’è il canone Rai e perché compare in bolletta

Il canone RAI è, ovvero, il canone di abbonamento al servizio pubblico radiotelevisivo: una tassa annua che ogni nucleo familiare con un apparecchio televisivo è tenuto a pagare, indipendentemente dall’effettivo utilizzo della Rai. Dal 2016, dopo la riforma introdotta con la Legge di Stabilità 2016, viene riscosso direttamente nella bolletta dell’energia elettrica per i contratti residenziali domestici, in dieci rate mensili da gennaio a ottobre.

L’importo attuale è di 90 euro annui, addebitati in quote mensili da 9 euro. Per i titolari di utenza intestata ma non residenti nell’abitazione (es. casa al mare o in montagna usata solo stagionalmente), le regole di addebito seguono il regime dell’utente principale.

L’esenzione per over 75 esiste dal 2008 e si applica a chi dimostra di soddisfare contestualmente tre condizioni. La natura della norma è dichiarativa, non automatica: il beneficio non scatta al compimento dei 75 anni, ma solo dopo che il richiedente presenta la dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate.

Chi può davvero non pagare i 90 euro

Non basta avere più di 75 anni. La normativa richiede che siano soddisfatte contemporaneamente tre condizioni. L’assenza di anche una sola rende il beneficio inapplicabile.

Primo requisito — età

Aver compiuto 75 anni entro il 31 gennaio 2026 per l’esenzione annuale. Oppure entro il 31 luglio 2026 per la sola esenzione del secondo semestre (luglio-dicembre). Chi compie 75 anni dopo il 31 luglio 2026 non può chiedere nulla per quest’anno.

Secondo requisito — reddito

Il reddito complessivo proprio più quello del coniuge non deve superare 8.000 euro annui. Il calcolo include:

  • pensioni di ogni tipo (INPS, enti cassa, fondi complementari);
  • rendite vitalizie o di altro tipo;
  • redditi da fabbricati (per gli immobili diversi dall’abitazione principale);
  • qualsiasi altra entrata fiscalmente rilevante.

Sono esclusi solo i redditi esenti per legge e quelli soggetti a ritenuta secca a titolo definitivo. Il dato di riferimento è quello della Certificazione Unica (CU) dell’anno in corso o della dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.

Terzo requisito — convivenza

Non bisogna convivere con persone titolari di reddito proprio, salvo le eccezioni per colf, badanti e collaboratori domestici regolarmente assunti.

Se tutte e tre le condizioni sono presenti, il diritto all’esenzione esiste e va attivato con la dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate. In caso contrario, no.

Chi non ha diritto, anche se ha 75 anni

Questo è il punto in cui molte persone sbagliano o si fanno illusioni. Due casi frequenti.

Il convivente con reddito proprio fa perdere l’esenzione

Se in casa vive un figlio, una figlia, un nipote, un fratello o qualsiasi altro familiare che percepisce uno stipendio, una pensione o qualsiasi reddito proprio — anche modesto — l’esenzione non spetta. La norma è precisa: l’esonero decade se nell’abitazione è presente un convivente titolare di reddito proprio.

Fanno eccezione colf, badanti e collaboratori domestici retribuiti: la loro presenza non preclude il beneficio, perché la legge li esclude esplicitamente dal calcolo. In sintesi:

  • convivente che lavora (anche part-time) → esenzione persa;
  • convivente che riceve pensione propria (anche piccola) → esenzione persa;
  • badante o colf assunta regolarmente → esenzione mantenuta;
  • convivente senza reddito (es. coniuge casalingo senza pensione) → esenzione mantenuta.

Anche il reddito del coniuge conta

Non è sufficiente che il pensionato over 75 abbia un reddito personale sotto gli 8.000 euro: la soglia riguarda la somma del reddito proprio e di quello del coniuge. Se insieme superano gli 8.000 euro, l’esenzione non è applicabile.

Come presentare la dichiarazione entro il 30 aprile 2026

Chi ha i requisiti deve presentare la dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate. Non si tratta di una semplice comunicazione: è un modello ufficiale in cui il richiedente attesta sotto la propria responsabilità il possesso di tutti i requisiti, ai sensi del DPR 445/2000 sulle dichiarazioni sostitutive.

Tre canali per presentare la dichiarazione

  1. Applicativo web dell’Agenzia delle Entrate — il metodo più rapido, accessibile con SPID, CIE o CNS dal portale agenziaentrate.gov.it;
  2. Intermediario abilitato (CAF, patronato, commercialista) — spesso la soluzione più comoda per chi ha difficoltà con i servizi digitali. Il servizio è gratuito per i pensionati presso patronato e CAF;
  3. Raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo indicato dall’Agenzia delle Entrate, allegando copia del documento di identità.

La dichiarazione non va rinnovata ogni anno

Una volta presentata, vale anche per gli anni successivi salvo variazioni di reddito o convivenza. Quindi chi l’ha presentata negli anni scorsi e non ha avuto variazioni nel proprio nucleo o nei redditi non deve rifare nulla nel 2026. Ma chi non l’ha mai presentata deve farlo ora, entro il 30 aprile.

Le due scadenze del 2026

Le due scadenze non sono alternative: si riferiscono a situazioni diverse.

30 aprile 2026 — esenzione per tutto il 2026

Riguarda chi ha compiuto 75 anni entro il 31 gennaio 2026. Se la dichiarazione è presentata entro questa data, l’esenzione copre l’intero anno in corso, inclusa la quota già addebitata nei mesi precedenti.

31 luglio 2026 — esenzione solo per il secondo semestre

Riguarda chi compira’ 75 anni tra il 1 febbraio e il 31 luglio 2026. L’esenzione riguarda il solo secondo semestre (luglio-dicembre). La dichiarazione va presentata entro il 31 luglio 2026.

Chi compira’ 75 anni dopo il 31 luglio 2026

Non rientra in nessuna delle due finestre per il 2026: dovrà attendere il 2027 per fare domanda.

Compleanno 75 anniEsenzioneScadenza domanda
Entro il 31 gennaio 2026Intero 202630 aprile 2026
Dal 1 febbraio al 31 luglio 2026Secondo semestre 202631 luglio 2026
Dopo il 31 luglio 2026Solo dal 202730 aprile 2027

Cosa verificare prima di inviare la dichiarazione

Prima di compilare il modulo, è utile avere chiari tre punti.

  1. Data di nascita: bisogna aver compiuto 75 anni entro il 31 gennaio 2026 per la scadenza del 30 aprile, oppure tra il 1 febbraio e il 31 luglio 2026 per la scadenza del 31 luglio.
  2. Reddito complessivo: la somma del proprio e di quello del coniuge deve essere sotto gli 8.000 euro. Il dato si trova nelle dichiarazioni dei redditi degli anni precedenti o nella Certificazione Unica (CU) dell’anno in corso, scaricabile dal portale INPS o dalla cassa di previdenza di riferimento.
  3. Convivenza: non devono essere presenti in casa persone con reddito proprio, ad eccezione di colf e badanti regolarmente assunte.

Se tutte e tre le condizioni sono verificate, si può procedere con la dichiarazione. Se c’è anche solo un dubbio su uno dei punti, è meglio rivolgersi a un CAF o a un patronato prima di inviare — e non aspettare gli ultimi giorni. Una dichiarazione sostitutiva con dati non veritieri espone a responsabilità penali, oltre che alla perdita dell’esenzione.

Checklist pratica

  • Hai compiuto 75 anni entro il 31 gennaio 2026? Scadenza 30 aprile 2026.
  • Compirai 75 anni tra il 1 febbraio e il 31 luglio 2026? Scadenza 31 luglio 2026.
  • Il tuo reddito più quello del coniuge è sotto gli 8.000 euro? Requisito soddisfatto.
  • In casa convive qualcuno con reddito proprio (diverso da colf/badante)? Esenzione non spettante.
  • Hai già presentato la dichiarazione negli anni scorsi senza variazioni? Non serve rinnovarla.
  • E’ la prima volta che la presenti? Usa l’applicativo web, rivolgiti a un CAF o invia la raccomandata entro il 30 aprile.

Cosa resta da chiarire

  • Se l’Agenzia delle Entrate procedera’ a un rimborso automatico delle quote addebitata da gennaio ad aprile per chi presenta la dichiarazione entro il 30 aprile, o se sarà necessario un conteggio a scalare sulle rate successive.
  • Se sarà prevista una proroga della scadenza del 30 aprile 2026, come avvenuto in anni passati in concomitanza con emergenze o carichi procedurali dell’Agenzia. Al momento non ci sono comunicazioni ufficiali in merito.
  • Come si gestisce il caso di chi ha presentato la dichiarazione in passato ma ha avuto variazioni di convivenza durante l’anno in corso: la norma non prevede un obbligo esplicito di comunicazione infra-annuale, ma le conseguenze di una dichiarazione diventata non veridica nel corso dell’anno sono ancora interpretate in modo non uniforme dai CAF.

Approfondimenti

Domande frequenti

Quali sono i tre requisiti per l'esenzione canone Rai 2026 over 75?
Tre condizioni simultanee: 1) 75 anni compiuti entro il 31 gennaio 2026 per l'esenzione annuale (entro il 31 luglio 2026 per l'esenzione del secondo semestre); 2) reddito complessivo proprio più coniuge non superiore a 8.000 euro annui, includendo pensioni, rendite e redditi da fabbricati; 3) nessun convivente titolare di reddito proprio nell'abitazione, salvo colf e badanti regolarmente assunte. Se anche una sola condizione manca, l'esenzione non spetta. La fonte è la sezione canone TV del sito dell'[Agenzia delle Entrate](https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/aree-tematiche/canone-tv).
Cosa succede se in casa convive un figlio o un nipote che lavora?
L'esenzione decade. La norma è chiara: l'esonero non spetta se nell'abitazione è presente un convivente titolare di reddito proprio, anche modesto, anche se è un familiare diretto. Fanno eccezione colf, badanti e collaboratori domestici retribuiti: la loro presenza non preclude il beneficio. Per chi convive con un familiare che percepisce redditi, l'unica alternativa è valutare residenze effettivamente separate. La stessa attenzione ai requisiti di convivenza vale per i [bonus anziani 2026 con requisiti INPS](/bonus-e-agevolazioni/bonus-anziani-2026-non-basta-avere-80-anni-i-requisiti-inps-e-i-documenti-da-preparare/).
Come si presenta la dichiarazione sostitutiva entro il 30 aprile?
Tre canali: 1) applicativo web dell'Agenzia delle Entrate, accessibile con SPID, CIE o CNS; 2) intermediario abilitato come CAF o patronato, servizio gratuito per i pensionati; 3) raccomandata con ricevuta di ritorno all'indirizzo indicato dall'Agenzia delle Entrate, allegando copia del documento di identità. La dichiarazione non va rinnovata ogni anno se i requisiti non cambiano: una volta presentata vale anche per gli anni successivi, salvo variazioni di reddito o convivenza.
Compio 75 anni dopo il 31 luglio 2026: posso fare domanda?
No, non per il 2026. Chi compie 75 anni dopo il 31 luglio 2026 non rientra in nessuna delle due finestre dell'anno in corso e dovrà aspettare il 2027. La logica della norma è semplice: il diritto matura in due finestre semestrali. Chi era già over 75 al 31 gennaio ottiene l'esenzione per tutto l'anno; chi lo diventa tra febbraio e luglio ottiene l'esenzione del secondo semestre. Se nel frattempo vuoi controllare le trattenute sul cedolino, la guida alle [trattenute INPS aprile 2026](/pensioni/trattenute-inps-aprile-2026-cosa-fare-se-hai-trovato-una-sorpresa-in-busta/) resta utile.
Fonti consultate per questo articolo