Il bonus nuovi nati 2026 è un contributo una tantum da 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato dal 1 gennaio 2025, erogato dall’INPS direttamente sul conto del genitore richiedente a condizione che il nucleo familiare abbia un ISEE non superiore a 40.000 euro. La domanda va presentata entro 120 giorni dall’evento. Ecco i requisiti esatti, il tipo di ISEE che conta davvero nel 2026 e i cinque punti da verificare prima di inviare la pratica.
Cosa sappiamo finora
- Il bonus nuovi nati è stato istituito dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024 n. 207, art. 23) e vale per ogni figlio nato o adottato dal 1 gennaio 2025 in poi.
- Il contributo è di 1.000 euro per ciascun figlio, versato direttamente sul conto corrente o sul libretto postale indicato in fase di domanda: non è un rimborso, non è una detrazione.
- Il requisito ISEE è 40.000 euro, ma nel 2026 la tipologia rilevante è cambiata: non è più l’ISEE per prestazioni ai minorenni, è il nuovo ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione.
- La scadenza per presentare domanda è 120 giorni dall’evento (nascita o adozione), estesa dall’originario termine di 60 giorni nel luglio 2025.
- Gli importi dell’Assegno Unico Universale non vengono conteggiati nel calcolo ISEE per questa prestazione.
Cos’è il bonus nuovi nati e a chi spetta
Il bonus nuovi nati è un contributo una tantum di 1.000 euro gestito dall’INPS, introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 per sostenere le famiglie con nuovi arrivi. Spetta per ogni figlio nato o adottato a partire dal 1 gennaio 2025, a patto che il nucleo familiare abbia un ISEE in corso di validità non superiore a 40.000 euro secondo le regole aggiornate dall’INPS per questa prestazione.
Non è un rimborso né una detrazione fiscale: il pagamento arriva direttamente sul conto del genitore che ha presentato domanda. Se hai avuto più figli nati o adottati dal 1 gennaio 2025, il bonus si calcola per ciascuno.
La scheda ufficiale del bonus nuovi nati sul portale INPS riporta le istruzioni operative aggiornate — è il punto di partenza prima di qualsiasi altra verifica.
I requisiti in chiaro: chi può fare domanda
Per accedere al bonus occorre soddisfare tutti questi requisiti contemporaneamente:
- essere genitore (o adottante) di un figlio nato o adottato dal 1 gennaio 2025 in poi
- avere un ISEE in corso di validità non superiore a 40.000 euro, calcolato secondo la tipologia aggiornata richiesta dall’INPS per questa misura
- essere residenti in Italia al momento della domanda
La domanda può essere presentata da uno dei due genitori. La residenza deve essere verificabile al momento dell’invio della pratica, non solo al momento dell’evento.
A chi spetta il bonus nuovi nati 2026 anche senza reddito da lavoro?
Anche i genitori senza reddito da lavoro — ad esempio chi percepisce la pensione o l’Assegno di Inclusione — possono presentare domanda, a patto che il nucleo familiare abbia un ISEE valido entro la soglia. Il requisito è l’ISEE del nucleo, non un reddito da lavoro specifico. Vale lo stesso per i nuclei con un solo genitore.
L’ISEE che conta davvero nel 2026
Questo è il punto più facile da sbagliare. Nella disciplina iniziale 2025 il riferimento operativo era l’ISEE per prestazioni ai minorenni. Nel 2026 l’INPS ha introdotto per questa misura il nuovo ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, ovvero un’attestazione che separa il trattamento dei patrimoni immobiliari e mobiliari rispetto all’ISEE ordinario, avvicinando il calcolo alla capacità di spesa reale del nucleo.
La cosa pratica da fare: prima di inviare la domanda, controlla sul portale INPS o con un patronato quale attestazione ISEE risulta corretta per il bonus nuovi nati al momento della presentazione. La soglia resta 40.000 euro, ma conta anche la tipologia giusta.
Resta fermo un punto favorevole per le famiglie: gli importi dell’Assegno Unico Universale non vengono conteggiati nel calcolo dell’ISEE per questa prestazione. Per chi si trova vicino ai 40.000 euro, questa esclusione può fare la differenza tra rientrare o meno nel beneficio.
Il funzionamento del nuovo ISEE 2026 e le differenze tra attestazione ordinaria e attestazione per prestazioni familiari sono spiegati nel dettaglio nell’articolo sul nuovo ISEE 2026 e lo sdoppiamento dell’attestazione.
Come presentare la domanda: i canali ufficiali INPS
Come fare domanda bonus nuovi nati online?
I canali ufficiali indicati dall’INPS per la presentazione della domanda sono quattro:
- Portale web INPS — accedendo con SPID, CIE o CNS al servizio dedicato, disponibile nella sezione Prestazioni e servizi del portale.
- App INPS Mobile — utile per chi preferisce fare tutto da smartphone, con gli stessi requisiti di accesso digitale.
- Contact Center Multicanale — per assistenza e presentazione tramite il canale telefonico dell’INPS, secondo le modalità previste dall’ente.
- Istituti di patronato — per chi vuole farsi seguire gratuitamente nella compilazione e nell’invio della domanda. Non serve essere iscritti a un sindacato.
I CAF non rientrano tra i canali ufficiali INPS per questa specifica domanda. Il patronato è la scelta più’ adatta a chi ha difficolta’ con SPID o con la DSU aggiornata.
Cosa controllare prima di inviare la domanda
Prima di procedere, passa in rassegna questi cinque punti:
- ISEE aggiornato e valido. Se la tua DSU è scaduta o si riferisce all’anno precedente, devi rinnovarla prima di fare domanda. L’ISEE deve essere in corso di validità al momento della richiesta.
- Tipo di ISEE corretto. Non basta avere un ISEE qualsiasi. Nel 2026 va verificato che l’attestazione sia quella richiesta dall’INPS per il bonus — il nuovo ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, non l’ISEE ordinario.
- Coordinate bancarie o postali. Nella domanda dovrai indicare un IBAN su cui ricevere il pagamento. Il conto deve essere attivo e intestato (o co-intestato) al genitore richiedente.
- Data di nascita o adozione del figlio. Deve essere pari o successiva al 1 gennaio 2025. Una data precedente esclude automaticamente dal bonus.
- Accesso digitale funzionante. Se usi la CIE, verifica che il documento non sia scaduto e che il PIN sia attivo. Se usi SPID, controlla che le credenziali siano valide prima di aprire la procedura.
Attenzione alla scadenza: 120 giorni dall’evento
La domanda va presentata entro 120 giorni dall’evento, cioè dalla data di nascita o dall’adozione del figlio. In origine il termine era 60 giorni; l’INPS lo ha esteso a 120 nel luglio 2025. Superata questa finestra, il diritto si perde: non è possibile presentare domanda in ritardo né recuperare arretrati.
Questo significa che non conviene aspettare, soprattutto se devi ancora sistemare la DSU, verificare il tipo di ISEE corretto o attivare l’accesso digitale. Avvia la pratica della DSU nelle prime settimane dopo la nascita, anche in parallelo agli altri adempimenti.
Se hai gia’ figli e hai richiesto l’Assegno Unico, tieni presente che la DSU e l’ISEE aggiornati che hai gia’ potrebbero non essere la tipologia giusta per il bonus nuovi nati: verifica prima di procedere.
Cosa fare adesso
Il primo passo concreto è verificare o aggiornare la tua DSU e controllare quale ISEE risulta corretto per questa prestazione. Poi scegli uno dei canali ufficiali INPS e muoviti entro i 120 giorni.
Se sei vicino alla soglia dei 40.000 euro, verifica prima che gli importi dell’Assegno Unico siano stati esclusi dal calcolo ISEE. Se la DSU è aggiornata e l’attestazione è quella giusta, il percorso più’ rapido per molte famiglie resta il patronato: è gratuito, distribuito sul territorio e gestisce anche i casi con difficolta’ digitali.
Non rimandare troppo: sistemare DSU e attestazione ISEE ti aiuta non solo per questo bonus, ma anche per le altre prestazioni familiari e agevolazioni INPS collegate — tra cui il bonus anziani 2026 per i nuclei con familiari over 80.
Cosa resta da chiarire
- Se e come l’INPS aggiorni le istruzioni operative per la tipologia ISEE rilevante nel corso del 2026, alla luce dell’entrata a regime del nuovo sdoppiamento dell’attestazione.
- Se la scadenza dei 120 giorni subirà ulteriori modifiche per specifiche categorie di beneficiari (ad esempio nascite premature con ricovero prolungato).