Mano di una persona anziana sfoglia il foglio dell'attestazione ISEE accanto a un computer aperto sul portale INPS e a una calcolatrice
Fisco

Nuovo ISEE 2026: due valori e franchigia casa 120.000 €

Nuovo ISEE 2026: ogni DSU produce due valori e la franchigia prima casa sale fino a 120.000 € nelle Città Metropolitane. Cosa cambia per bonus e ADI.

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Giovanna Bitozzi

Dal 1° gennaio 2026 ogni attestazione ISEE riporta due valori invece di uno: l’ISEE ordinario e il nuovo ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, che applica una franchigia sulla prima casa fino a 120.000 € nelle Città Metropolitane ed esclude titoli di Stato e libretti postali entro il tetto dei 50.000 € per nucleo. La DSU resta una sola: il sistema scrive entrambi i valori in attestazione e l’ente erogatore legge quello giusto in base alla prestazione richiesta. Per molti pensionati urbani la franchigia può fare la differenza tra accedere o restare fuori dai bonus bollette e dalle altre prestazioni agevolate.

Cosa sappiamo finora

  • La Legge di Bilancio 2026 (Legge 15 dicembre 2025 n. 199) ha riscritto il calcolo ISEE per le prestazioni familiari e l’inclusione.
  • Il Ministero del Lavoro ha aggiornato i modelli DSU di riferimento con il decreto direttoriale n. 3 del 2 marzo 2026.
  • Il Messaggio INPS n. 799 del 6 marzo 2026 fissa le istruzioni operative: ogni DSU presentata produce d’ufficio entrambi i valori dell’attestazione.
  • La franchigia sulla prima casa è 91.500 € nei Comuni ordinari, 120.000 € nei capoluoghi di Città Metropolitana, con un’addizionale di 2.500 € per ogni figlio convivente.
  • L’esclusione fino a 50.000 € per nucleo di titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale resta confermata per il 2026.
  • La soglia ISEE per il bonus sociale elettrico, gas e idrico per disagio economico è 9.530 € (20.000 € per i nuclei con almeno quattro figli a carico), come riepiloga la scheda ARERA sul bonus sociale per disagio economico.

Cosa cambia adesso

Chi prima superava la soglia ISEE per via del valore di mercato dell’abitazione principale può rientrare nei bonus senza presentare una seconda DSU: l’attestazione 2026 riporta in automatico anche l’ISEE per l’inclusione, quello con la franchigia. Le prestazioni che leggono il nuovo indicatore — bonus sociale bollette, Assegno Unico Universale, Assegno di Inclusione (ADI), Supporto Formazione Lavoro (SFL), bonus asilo nido, bonus nuovi nati — riconoscono la franchigia in automatico dalla data di rilascio dell’attestazione. Per le prestazioni che continuano a leggere l’ISEE ordinario (rette universitarie, RSA, edilizia residenziale pubblica, esenzioni ticket, servizi comunali tradizionali) il calcolo resta quello precedente.

Perché in attestazione ci sono due ISEE

Fino al 31 dicembre 2025 esisteva un solo indicatore ISEE, uguale per tutte le prestazioni. Dal 2026 ogni DSU presentata produce due valori distinti, entrambi stampati nella stessa attestazione:

  1. ISEE ordinario — il calcolo storico, usato per rette universitarie, RSA, servizi comunali tradizionali e bandi di edilizia residenziale pubblica.
  2. ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione — il nuovo calcolo introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, pensato per misurare in modo più realistico la situazione economica delle famiglie con redditi fissi e patrimonio immobiliare modesto ma non trascurabile.

Lo sdoppiamento non richiede nessuna azione da parte del cittadino: secondo il Messaggio INPS n. 799 del 6 marzo 2026, l’attestazione include d’ufficio entrambi i valori. Non bisogna presentare due domande DSU, non bisogna scegliere quale ISEE usare in fase di richiesta. Quando si fa domanda per una prestazione, l’ente erogatore (INPS, Comune, ARERA tramite Acquirente Unico) legge il valore corretto in base al tipo di misura.

L’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione è il valore di riferimento per: bonus sociale elettrico e gas, Assegno Unico Universale, Assegno di Inclusione (ADI), Supporto Formazione Lavoro (SFL), bonus asilo nido, bonus nuovi nati e le misure di sostegno al reddito introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

La franchigia sulla casa: la vera novità per chi vive in città

Il cambiamento più significativo del nuovo ISEE 2026 riguarda il modo in cui viene calcolato il valore della prima casa. Con il vecchio calcolo, il valore dell’abitazione principale contribuiva integralmente all’indicatore. Con il nuovo ISEE per l’inclusione viene invece applicata una franchigia, ovvero una quota esclusa dal calcolo prima che il valore residuo venga sommato al resto del patrimonio:

  • 91.500 € per chi vive nei Comuni ordinari;
  • 120.000 € per chi risiede in un capoluogo di Città Metropolitana (Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Venezia, Bari, Reggio Calabria, Catania, Messina, Palermo);
  • nelle Città Metropolitane la franchigia sale di 2.500 € per ogni figlio convivente.

Perché la distinzione tra grandi città e Comuni ordinari? I pensionati che abitano nelle aree urbane si trovano spesso in una situazione paradossale: la casa di proprietà — magari acquistata decenni fa — ha oggi un valore di mercato elevato anche se il reddito mensile è modesto. Con il vecchio calcolo, un appartamento da 200.000 € a Roma o a Milano gonfiava l’ISEE al punto da escludere il proprietario dai bonus, pur con una pensione di 1.200 € al mese.

Con la franchigia a 120.000 € nelle Città Metropolitane, quel proprietario vede computati ai fini ISEE solo gli 80.000 € eccedenti. Il risultato può abbassare l’indicatore in modo significativo e riportare il nucleo dentro le soglie per i bonus.

Nota pratica. La DSU precompilata 2026 incorpora automaticamente i dati dell’Agenzia delle Entrate sul valore catastale e di mercato dell’immobile. Prima di inviarla, vale la pena verificare che i dati dell’abitazione principale siano corretti — un valore sopravvalutato o un’intestazione errata possono ridurre il beneficio della franchigia.

Quali prestazioni guardano al nuovo indicatore

Non tutte le prestazioni leggono il nuovo calcolo per l’inclusione. Tenere chiaro questo punto evita aspettative sbagliate.

Leggono l’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione:

  • Bonus sociale elettrico, gas, idrico (per disagio economico);
  • Assegno Unico Universale per i figli;
  • Assegno di Inclusione (ADI) e Supporto Formazione Lavoro (SFL);
  • Bonus asilo nido e bonus nuovi nati;
  • alcune misure regionali di contrasto alla povertà introdotte nel 2026.

Continuano a leggere l’ISEE ordinario:

  • Rette universitarie e tasse scolastiche;
  • RSA e prestazioni sociosanitarie (che richiedono il proprio ISEE specifico);
  • Bandi di edilizia residenziale pubblica e graduatorie comunali;
  • Esenzioni dal ticket sanitario regionale;
  • Servizi comunali (mensa, asilo nido, trasporti) che adottano l’ISEE ordinario per delibera comunale.

In pratica: chi richiede un bonus bollette o un sostegno al reddito legge il valore inclusione; chi va a iscrivere il nipote all’università legge il valore ordinario. L’attestazione li porta entrambi e l’ente erogatore sa quale considerare.

Soglie ISEE 2026 da conoscere a memoria

Riepilogo rapido delle soglie utili — quelle che davvero contano per i pensionati nel 2026:

MisuraSoglia ISEE 2026Note
Bonus sociale elettrico, gas e idrico9.530 €20.000 € per nuclei con almeno 4 figli a carico
Assegno di Inclusione (ADI)9.360 €Più altri requisiti reddituali/patrimoniali
Bonus asilo nido (importo massimo)fino a 25.000 €Importo decrescente
Esclusione titoli di Stato e libretti postalifino a 50.000 € per nucleoLimite complessivo
Franchigia prima casa (Comuni ordinari)91.500 €Solo ISEE inclusione
Franchigia prima casa (Città Metropolitane)120.000 €+ 2.500 € per figlio convivente

Le soglie sono confermate dalla Legge di Bilancio 2026 e dai provvedimenti applicativi ARERA e INPS pubblicati nei primi mesi del 2026. Vengono aggiornate ogni anno e vanno sempre controllate sulla fonte ufficiale prima di presentare una domanda specifica.

Titoli di Stato e libretti postali: l’altra esclusione che pesa

Insieme alla franchigia casa, il nuovo ISEE 2026 mantiene l’esclusione, fino a 50.000 € per nucleo familiare, di titoli di Stato (BOT, BTP, BTP Valore), buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale dal calcolo del patrimonio mobiliare nell’ISEE per l’inclusione. Per molti pensionati che hanno parcheggiato una parte dei risparmi in BTP o libretti postali, questa esclusione abbatte ulteriormente l’indicatore.

Nella DSU precompilata l’esclusione è applicata in automatico dal sistema, ma va sempre verificata; nella DSU ordinaria il dichiarante deve indicarla in compilazione, seguendo le istruzioni del quadro FC2. Chi ha già presentato la DSU 2025 può scegliere se ripresentarla per ottenere un’attestazione aggiornata: i dettagli pratici sono nella scheda dedicata alla DSU già presentata e all’esclusione di titoli, buoni e libretti postali.

Cosa devo fare concretamente?

Se non hai ancora presentato la DSU 2026, è il momento giusto. Cinque passaggi pratici:

  1. Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS e controlla la DSU precompilata disponibile nell’area MyINPS.
  2. Verifica i dati dell’abitazione principale: indirizzo corretto, valore di mercato in linea con la zona, intestazione al componente giusto del nucleo. Assicurati che venga applicata la franchigia corretta (91.500 € o 120.000 € se sei in un capoluogo di Città Metropolitana).
  3. Controlla i titoli di Stato e i libretti postali nel quadro del patrimonio finanziario: devono essere presenti e corretti per usufruire dell’esclusione fino a 50.000 €.
  4. Dopo la presentazione, scarica l’attestazione e verifica che riporti entrambi i valori ISEE (ordinario e per specifiche prestazioni e inclusione).
  5. Se hai dubbi o la DSU precompilata contiene dati errati, rivolgiti a un CAF o a un patronato — il servizio è gratuito per i pensionati e per i nuclei a basso reddito.

Errori frequenti da evitare

Tre situazioni in cui chi presenta la DSU rischia di perdere il beneficio della nuova attestazione 2026.

Confermare la precompilata senza guardarla. I dati dell’Agenzia delle Entrate sull’immobile o sui rapporti finanziari possono essere imprecisi o riferiti a un’annualità superata. Il sistema applica la franchigia e l’esclusione su quello che vede; se vede un dato sbagliato, applica una franchigia sbagliata. Controllare riga per riga è il passaggio più importante.

Dare per scontato che valga sempre l’ISEE inclusione. Per la rateizzazione di una RSA o per una graduatoria universitaria conta il valore ordinario, non quello con la franchigia. Chiedere al CAF quale dei due verrà letto dal singolo ente prima di esultare per un calo dell’indicatore.

Pensare che il nuovo calcolo ricalcoli automaticamente le prestazioni già in corso. Per alcune misure è previsto il riesame d’ufficio (ADI, SFL, Assegno Unico, bonus asilo nido); per molte altre serve una domanda di ricostituzione. Una nuova attestazione più bassa non equivale a un automatico aumento o riconoscimento di importi.

Cosa resta da chiarire

  • Il calendario degli enti regionali che si adegueranno al nuovo ISEE per le proprie agevolazioni: alcune Regioni hanno già adottato il valore inclusione, altre stanno ancora deliberando.
  • Le tempistiche operative del riesame d’ufficio sull’ADI e sull’Assegno Unico: l’INPS non ha pubblicato un cronoprogramma puntuale messaggio per messaggio.
  • Il trattamento delle agevolazioni comunali (mensa, asilo nido, trasporti): la scelta tra ISEE ordinario e ISEE inclusione resta in capo alla singola delibera comunale.
  • L’impatto della franchigia sulle graduatorie ERP: alcuni bandi sono in fase di revisione, altri continuano a leggere l’ordinario.
  • Eventuali coordinamenti con i bonus regionali in fase di lancio nel 2026 — per ora ogni Regione decide caso per caso.

In pratica per il pensionato in città

Il nuovo ISEE 2026 non è una rivoluzione che cambia tutto, ma uno strumento pensato per riavvicinare l’indicatore alla realtà economica delle famiglie con casa di proprietà e patrimonio modesto in titoli di Stato o libretti postali. Per i pensionati nelle Città Metropolitane, la franchigia di 120.000 € può fare la differenza tra rientrare nel bonus sociale bollette o restare fuori; per chi tiene parte dei risparmi in BTP o libretti, l’esclusione fino a 50.000 € spinge ancora più in basso l’indicatore.

La DSU 2026 va presentata con un controllo riga per riga dei dati precompilati e, se conviene, va anticipata rispetto alla scadenza dei bandi delle prestazioni che interessano. Per i casi di confine, un’ora dal CAF o dal patronato è quasi sempre la scelta giusta — il servizio è gratuito, e un errore di franchigia o di nucleo può togliere centinaia di euro l’anno.

Approfondimenti

Domande frequenti

Devo presentare due DSU diverse per ottenere i due ISEE?
No, la DSU è una sola. Dal 1° gennaio 2026 ogni DSU presentata produce automaticamente due valori distinti — l'ISEE ordinario e l'ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l'inclusione — entrambi riportati nella stessa attestazione. Lo conferma il [Messaggio INPS n. 799 del 6 marzo 2026](https://www.inps.it). Per gli effetti pratici sul patrimonio finanziario vedi la scheda sulla [DSU già presentata e l'esclusione di titoli, buoni e libretti postali](/fisco/isee-2026-dsu-gia-presentata-cosa-fare-ora-che-titoli-di-stato-buoni-e-libretti-postali-sono-esclusi-dal-calcolo/).
La franchigia casa di 120.000 € vale per tutti i Comuni?
No, solo per chi risiede in un Comune capoluogo di Città Metropolitana (Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Venezia, Bari, Reggio Calabria, Catania, Messina, Palermo). Nei Comuni ordinari la franchigia resta a 91.500 €. Nelle Città Metropolitane l'importo sale di 2.500 € per ogni figlio convivente. La franchigia agisce solo sull'ISEE per specifiche prestazioni e l'inclusione, non sull'ISEE ordinario.
Con il nuovo ISEE posso rientrare nel bonus sociale bollette?
Forse sì. La soglia ISEE per il bonus sociale per disagio economico è fissata a 9.530 € (20.000 € per i nuclei con almeno quattro figli a carico). Chi prima superava la soglia per il valore della prima casa può scoprire che il nuovo ISEE 2026, grazie alla franchigia, lo riporta sotto i limiti. Per la disciplina ordinaria conviene leggere la scheda sui [requisiti ISEE del bonus bollette 2026](/bonus-e-agevolazioni/bonus-bollette-2026-isee-requisiti-scadenze/) e quella sul [bonus da 115 euro automatico in fattura](/bonus-e-agevolazioni/bonus-bollette-da-115-euro-in-automatico-chi-lo-trova-in-fattura-e-cosa-controllare/).
I titoli di Stato e i buoni postali entrano nel nuovo calcolo?
Fino a 50.000 € per nucleo familiare, titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale sono esclusi dal patrimonio mobiliare nell'ISEE per l'inclusione. La regola è confermata anche per il 2026 ed è già applicata in automatico nella DSU precompilata; nella DSU ordinaria il dichiarante deve indicarla in compilazione.
Devo rifare la DSU del 2025 oppure resta valida?
La DSU presentata nel 2025 resta valida fino alla scadenza naturale. Una nuova DSU 2026 ha senso quando l'ISEE è vicino a una soglia utile (bonus, RSA, agevolazioni comunali) o quando nel nucleo ci sono importi rilevanti in titoli di Stato o libretti postali, perché il ricalcolo può abbassare l'indicatore. La scelta va valutata caso per caso con un CAF o un patronato.
Fonti consultate per questo articolo