Mani anziane che reggono un foglio stampato con il modulo di sottoscrizione di un titolo di Stato accanto a una calcolatrice
Finanza e mercati

BOT aprile 2026: come prenotare entro l'8 e quanto rende

BOT aprile 2026: come prenotare entro l'8 in banca o alle Poste, rendimento lordo 2,4%, tassazione 12,5%. Quanto resta in tasca su 10.000 euro.

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Giovanna Bitozzi

Il 9 aprile 2026 il Ministero dell’Economia ha collocato BOT a 6 e 12 mesi con prenotazione entro l’8 aprile presso la propria banca o alle Poste, taglio minimo di 1.000 euro in valore nominale e rendimento lordo intorno al 2,4%, già al netto delle imposte attestato circa al 2%. È un rendimento prudenziale — non un colpo di fortuna, ma uno strumento per parcheggiare denaro che oggi resta fermo sul conto corrente senza far niente.

Per molti pensionati la domanda non è quanto guadagno, è dove tengo i soldi al sicuro nei prossimi mesi senza vincolarli per anni. Il BOT — Buono Ordinario del Tesoro — è uno dei pochi strumenti che risponde esattamente a quella domanda: durata breve, capitale garantito dallo Stato italiano, tassazione agevolata, taglio accessibile.

Cosa è un BOT e a chi conviene

Il BOT è un titolo di Stato a breve termine emesso dal Ministero dell’Economia tramite il Dipartimento del Tesoro, ovvero un certificato che lo Stato vende oggi a un prezzo inferiore a 100 e rimborsa a scadenza al valore pieno di 100. La differenza fra prezzo pagato e prezzo rimborsato è il guadagno del sottoscrittore.

Le scadenze previste sono tre: 3 mesi, 6 mesi e 12 mesi. A differenza dei BTP, i BOT non staccano cedole periodiche — sono titoli zero-coupon, espressione tecnica che indica un titolo privo di interessi intermedi: tutto il rendimento si concentra nel rimborso finale.

Esempio concreto. Se l’8 aprile prenoti 10.000 euro di BOT a 6 mesi all’asta del 9 e il prezzo di assegnazione è 98,75, paghi 9.875 euro. A ottobre 2026, alla scadenza, ricevi 10.000 euro. Il guadagno lordo è 125 euro su sei mesi, da cui lo Stato trattiene il 12,5% di imposta sostitutiva — restano circa 109 euro netti. Aggiungi le commissioni di sottoscrizione (massimo 10 euro per questa scadenza) e il netto effettivo è intorno ai 99 euro.

Il BOT conviene quando hai liquidità che non ti serve nei prossimi sei o dodici mesi e non vuoi vincolarla in un conto deposito o in un BTP a lunga scadenza. Non conviene quando cerchi un rendimento competitivo: il conto deposito tradizionale o il BTP Valore offrono rese più alte ma con vincoli o orizzonti più lunghi.

Cosa si sa già sull’asta BOT di aprile 2026?

  • Le aste BOT del 9 aprile 2026 (6 e 12 mesi) e del 28 aprile 2026 sono pubblicate sul calendario ufficiale del Tesoro insieme alle altre emissioni dell’anno.
  • I rendimenti lordi di riferimento delle aste di marzo 2026 sono stati 2,372% sul dodici mesi (asta 11 marzo) e 2,482% sul sei mesi (asta 26 marzo), in netto rialzo rispetto alle aste precedenti.
  • La tassazione è del 12,5% sullo scarto di emissione, applicata direttamente dall’intermediario al momento del rimborso.
  • Il taglio minimo è 1.000 euro nominali e le commissioni massime sono regolate per legge.

Come funziona l’asta e la prenotazione

Il MEF non vende i BOT direttamente al pubblico: si passa per un intermediario autorizzato — la banca o Poste Italiane — che raccoglie le prenotazioni e le trasmette all’asta. Le aste si tengono di norma due volte al mese e sono coordinate dalla Banca d’Italia per conto del Ministero dell’Economia.

La prenotazione deve arrivare all’intermediario entro il giorno lavorativo precedente l’asta. Per l’asta del 9 aprile 2026 la scadenza era mercoledì 8 aprile, di norma entro le 11 del mattino — alcuni intermediari accettano ordini fino a un’ora più tardi, altri richiedono di operare già il giorno prima ancora. La regola pratica: muoversi almeno due giorni prima della data dell’asta.

Chi prenota non conosce in anticipo il rendimento esatto. Il prezzo di assegnazione viene determinato dall’asta competitiva, ovvero il meccanismo che incrocia le offerte degli operatori specializzati e fissa il prezzo medio per tutti i sottoscrittori. I numeri ufficiali dell’asta vengono pubblicati nel pomeriggio del giorno stesso sul portale risultati delle aste del Tesoro.

Per acquistare BOT servono tre cose:

  1. Un conto corrente bancario o un conto BancoPosta.
  2. Un deposito titoli (anche chiamato dossier titoli) collegato al conto.
  3. La prenotazione presentata in filiale, da home banking o tramite l’app prima della scadenza.

Se non hai mai aperto un deposito titoli, l’operazione richiede uno-due giorni lavorativi presso la propria banca e una firma in filiale — alcune banche permettono l’attivazione online se l’identificazione è già stata fatta in passato.

Chi non ha partecipato ad aprile: quando è la prossima asta?

Chi non ha partecipato all’asta di aprile può guardare al calendario aste BOT pubblicato dal Tesoro: il calendario delle emissioni elenca le date di tutte le aste annuali, di norma due al mese sui 6 e 12 mesi, una sui 3 mesi. La seconda asta di aprile, fissata al 28 aprile con prenotazione entro il 27, segue lo stesso meccanismo della prima.

Le condizioni di rendimento cambiano a ogni asta. Chi vuole un dato indicativo prima di muoversi può consultare le comunicazioni sulle emissioni BOT pubblicate due o tre giorni prima di ciascuna asta, che indicano l’ammontare offerto e la scadenza dei titoli in collocamento.

Quanto si guadagna davvero

Il rendimento lordo è un numero pubblicitario; il rendimento netto è il numero che entra in tasca. Tre componenti incidono sul calcolo: l’imposta sostitutiva, la commissione di sottoscrizione e la durata effettiva.

L’imposta sostitutiva del 12,5% sullo scarto di emissione è la tassazione di favore tipica dei titoli di Stato — la stessa che si applica al BTP Valore e ai buoni fruttiferi postali. Sugli strumenti finanziari ordinari (azioni, fondi, obbligazioni corporate) l’aliquota è 26%: la differenza è significativa e va sempre tenuta in conto quando si confrontano alternative.

La commissione di sottoscrizione massima è fissata dal decreto del Ministro dell’Economia del 15 gennaio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 26 del 2 febbraio 2015. Le aliquote sono progressive sulla durata: 0,05% sui BOT a 3 mesi, 0,10% sui 6 mesi, 0,15% sui 12 mesi. Su 10.000 euro nominali di BOT a 12 mesi, la commissione massima è 15 euro — un costo modesto ma non trascurabile sul rendimento netto.

La durata effettiva conta perché il rendimento riportato è annualizzato. Un BOT a 6 mesi al 2,48% lordo genera circa 1,24 euro lordi ogni 100 di nominale, non 2,48: il tasso pubblicato si riferisce a un anno intero anche se il titolo dura sei mesi.

Esempio numerico, 10.000 euro investiti sui due tagli di marzo 2026:

  • BOT 6 mesi al 2,482% lordo: incasso lordo a scadenza ~124 euro, imposta 15,50 euro, commissione massima 10 euro. Netto effettivo: circa 99 euro.
  • BOT 12 mesi al 2,372% lordo: incasso lordo a scadenza ~237 euro, imposta 29,60 euro, commissione massima 15 euro. Netto effettivo: circa 192 euro.

Sono cifre che non cambiano la vita, e questo è esattamente il punto. Il BOT non promette rendimento alto; promette stabilità a breve termine sotto la garanzia dello Stato italiano. Per chi ha il capitale fermo sul conto corrente che non rende nulla, anche 100 euro netti su 10.000 per sei mesi sono guadagno reale.

Dove e come prenotare

Come prenotare il BOT in banca o da home banking?

Se hai già un deposito titoli attivo presso la tua banca, la prenotazione si fa allo sportello chiedendo all’operatore di acquistare l’ammontare desiderato sul BOT in collocamento, oppure direttamente da home banking nella sezione Titoli di Stato o Investimenti. L’app di alcune banche permette la stessa operazione in pochi tap, dopo aver firmato una volta il contratto di consulenza in filiale.

Se non hai un deposito titoli, devi aprirlo prima di prenotare: presso lo stesso istituto dove hai il conto corrente la pratica è veloce, ma serve presentarsi in filiale almeno una volta per la firma e l’identificazione antiriciclaggio. Alcune banche applicano commissioni di custodia annuali sul deposito titoli, altre lo offrono gratuitamente ai correntisti — è un dettaglio da verificare prima di scegliere dove operare.

Come acquistare BOT allo sportello di Poste Italiane?

Poste Italiane è uno dei principali canali di distribuzione dei BOT al pubblico retail. La sottoscrizione si fa allo sportello di qualsiasi ufficio postale, presentando documento d’identità, codice fiscale e libretto del conto BancoPosta. Per operare online serve un conto BancoPosta con il servizio Deposito Titoli attivo, anche questo da richiedere in filiale almeno una volta.

L’orario operativo di Poste per la trasmissione degli ordini al Tesoro è normalmente fino alle 11 del giorno precedente l’asta: arrivare allo sportello a metà mattina del giorno prima è una buona regola di prudenza, perché code o sistemi rallentati possono spostare la prenotazione al giorno successivo, fuori finestra.

Si possono acquistare BOT anche tramite broker online?

Esistono anche piattaforme di intermediazione online che permettono di acquistare BOT — di solito broker che operano sul mercato dei titoli di Stato. La procedura è simile ma le commissioni possono variare. Per pensionati con poca dimestichezza digitale, banca o Poste restano la via più semplice.

Cosa resta da chiarire

  • La seconda asta di aprile (28 aprile) e le aste di maggio 2026 seguiranno le condizioni di mercato di quel momento: il rendimento lordo può scostarsi dal 2,4% in entrambe le direzioni.
  • Il Tesoro non ha ancora pubblicato l’ammontare offerto per le aste di giugno e luglio 2026 — sarà comunicato nei consueti due-tre giorni prima di ciascuna asta.
  • L’esclusione dei titoli di Stato dall’ISEE è confermata per il 2026; eventuali modifiche per il 2027 dipenderanno dalla prossima legge di bilancio.

Approfondimenti

Domande frequenti

Quanto si guadagna davvero su un BOT a 6 mesi dopo le tasse?
Sul lordo del 2,482% dell'asta di marzo 2026, lo Stato trattiene il 12,5% di imposta sostitutiva: restano circa 11 euro netti ogni 1.000 investiti per sei mesi, meno la commissione massima dello 0,10%. È un rendimento prudenziale per la [liquidità ferma sul conto corrente](/finanza-e-mercati/conto-corrente-gratis-o-quasi-il-diritto-che-molti-pensionati-non-chiedono-alla-banca/), non un'occasione di guadagno.
Posso vendere un BOT prima della scadenza se mi serve la liquidità?
Sì, ma il prezzo dipende dal mercato. Il BOT è negoziato sul secondario: se i tassi salgono dopo l'acquisto il prezzo di rivendita scende, se i tassi scendono il prezzo sale. La regola pratica è scegliere la scadenza compatibile con il momento in cui ti serviranno i soldi e tenere il titolo fino al rimborso a 100. Su importi piccoli, le commissioni di vendita possono erodere il guadagno.
Che differenza c'è fra BOT e BTP Valore per un pensionato?
Il BOT è uno zero-coupon a breve termine: nessuna cedola, guadagno solo nella differenza fra prezzo d'acquisto e rimborso a 100. Il BTP Valore paga cedole trimestrali crescenti su sei anni e premia chi lo tiene fino a scadenza, come spiegato nella [guida al BTP Valore di marzo 2026](/finanza-e-mercati/btp-valore-marzo-2026-guida-pensionati/). Il BOT serve per parcheggiare denaro per pochi mesi, il BTP Valore per un'entrata aggiuntiva su orizzonte lungo.
I BOT entrano nel calcolo dell'ISEE?
Dal 2026 i titoli di Stato sono esclusi dal patrimonio mobiliare ai fini ISEE, insieme ai buoni fruttiferi postali e ai libretti postali. Se hai già presentato la DSU prima della modifica, puoi presentarne una nuova per ricalcolare l'indicatore senza il valore dei BOT, come [spiegato per chi ha già la DSU 2026](/fisco/isee-2026-dsu-gia-presentata-cosa-fare-ora-che-titoli-di-stato-buoni-e-libretti-postali-sono-esclusi-dal-calcolo/).
Fonti consultate per questo articolo