Il bonus bollette da 115 euro 2026 è un contributo straordinario erogato in automatico in fattura ai clienti domestici che risultavano titolari del bonus sociale elettrico per disagio economico al 21 febbraio 2026. Non serve fare domanda né presentare moduli: l’importo compare nella prima fattura utile con evidenza separata, secondo le modalità definite dalla delibera ARERA 81/2026/R/eel. Chi rientra fra i beneficiari deve solo controllare la bolletta; chi non rientra non può richiederlo a posteriori.
Tre dettagli fanno la differenza: la data di riferimento del 21 febbraio, l’identità del fornitore competente al pagamento e la lettura corretta della bolletta. Capirli evita di perdersi il contributo per un disguido tecnico o per non aver saputo dove cercare.
Chi riceve i 115 euro
A chi spetta il contributo straordinario da 115 euro?
ARERA ha definito le modalità operative del contributo straordinario elettrico con la delibera 81/2026/R/eel del 25 febbraio 2026. La platea indicata è quella dei clienti domestici titolari del bonus sociale elettrico per disagio economico alla data del 21 febbraio 2026. La fonte di copertura è la cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA), che gestisce i flussi finanziari delle componenti tariffarie destinate ai bonus sociali.
Due conseguenze concrete:
- non basta avere un ISEE basso adesso: il riferimento è la posizione già riconosciuta per il bonus sociale elettrico a quella data;
- non si può richiedere adesso questo contributo specifico: chi ha presentato la DSU dopo il 21 febbraio entra nel bonus sociale ordinario, ma non in questa misura una tantum.
Il bonus sociale ordinario funziona tramite DSU e attestazione ISEE: chi ha i requisiti presenta la DSU al CAF o all’INPS, ottiene l’ISEE e, se rientra nelle soglie pubblicate da ARERA, riceve lo sconto in bolletta. Il contributo straordinario da 115 euro si aggancia a quella posizione già attiva alla data di riferimento.
Per il 2026 la soglia ISEE ordinaria del bonus sociale per disagio economico e fissata a 9.530 euro per i nuclei con meno di quattro figli a carico, e sale a 20.000 euro per i nuclei con almeno quattro figli a carico. Le soglie sono aggiornate periodicamente da ARERA e dal MEF nel decreto annuale di rimodulazione delle componenti tariffarie. Chi era entrato nella platea del bonus ordinario prima del 21 febbraio 2026 riceve il contributo straordinario senza ulteriori passaggi.
Non serve fare domanda
Per i 115 euro non bisogna compilare moduli, inviare richieste al fornitore o comunicare dati a qualcuno che telefona o si presenta alla porta. ARERA parla espressamente di riconoscimento automatico: l’importo deve comparire in un’unica soluzione nella prima fattura utile, con evidenza separata rispetto alle altre voci.
Il controllo pratico e sulla bolletta, non sul fornitore o sul CAF. La voce dedicata al contributo va cercata nel riepilogo della fattura; non bisogna aspettarsi un bonifico sul conto corrente ne un avviso preventivo del fornitore.
Dove guardare in fattura
Come trovo i 115 euro nella bolletta?
Il contributo deve essere indicato separatamente dalle altre voci:
- distinto dai consumi del periodo;
- distinto dallo sconto ordinario del bonus sociale;
- distinto da eventuali conguagli del periodo precedente.
Questa separazione permette di capire subito se l’importo è stato accreditato e di confrontare la fattura corrente con quelle precedenti senza errori di lettura.
Se la bolletta è di importo basso — per esempio una fornitura con consumi modesti intestata a una persona anziana che vive con pochi elettrodomestici accesi — l’accredito può generare un saldo a credito. Il credito viene contabilizzato nelle fatture successive: non vedere subito un netto di “meno 115 euro” non significa che il contributo manchi.
In caso di dubbio, conviene contattare il servizio clienti del fornitore chiedendo conferma per iscritto sulla presenza del contributo straordinario nelle ultime fatture.
Se hai cambiato fornitore dopo il 21 febbraio
Chi eroga il bonus se ho cambiato operatore?
Uno dei casi più delicati riguarda chi ha cambiato fornitore dopo il 21 febbraio 2026. La delibera ARERA indica che l’erogazione spetta al venditore o all’esercente la maggior tutela che serviva il cliente alla data di riferimento, non al fornitore attuale.
Se nel frattempo si è passati a un altro operatore, è necessario:
- controllare anche le comunicazioni o le fatture residue del vecchio fornitore (di solito una fattura di chiusura arriva entro 6 settimane dal cambio);
- non dare per scontato che il contributo compaia nella prima bolletta del nuovo contratto;
- conservare una copia della scheda dati di passaggio firmata al momento del cambio: contiene la data effettiva di voltura.
Lo stesso vale per chi ha effettuato una voltura per cambio intestazione dopo il 21 febbraio — per esempio dopo un decesso o una separazione: il contributo viene riconosciuto sulla posizione contrattuale attiva alla data di riferimento, non sull’intestatario successivo.
Se il bonus non arriva
Cosa fare se il contributo da 115 euro non è in bolletta?
Prima di telefonare al fornitore, conviene fare una verifica autonoma:
- il bonus sociale elettrico era effettivamente attivo al 21 febbraio 2026?
- la fornitura era domestica e intestata correttamente?
- c’e stato un cambio fornitore o una voltura dopo quella data?
- la bolletta contiene una voce separata o un credito riportato?
- sono arrivate comunicazioni dal vecchio operatore?
Se dopo questi controlli il contributo non risulta entro 60 giorni dalla prima fattura utile, il passaggio più prudente è contattare il fornitore competente tramite i canali ufficiali (numero verde, area clienti online) o aprire una segnalazione presso lo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente gestito da ARERA. Lo sportello fornisce assistenza gratuita ai consumatori e indica il percorso da seguire.
Attenzione alle truffe
Il tema dei bonus in bolletta viene usato come pretesto per telefonate sospette e visite porta a porta. La regola e chiara: se il contributo e automatico, nessuno deve chiedere soldi, codici, password, copie di documenti o dati bancari per attivarlo.
Bisogna diffidare:
- da chi dice di chiamare “per conto dell’Autorita” o “per conto di ARERA”;
- da link ricevuti via SMS o WhatsApp che promettono di sbloccare il contributo;
- da offerte commerciali che mescolano lo sconto pubblico con cambi di contratto;
- da chi si presenta a casa proponendo “verifiche tecniche” per garantire l’accredito.
ARERA e lo Sportello per il consumatore hanno più volte segnalato comunicazioni ingannevoli e soggetti che si spacciano per incaricati. Per una persona anziana o per un caregiver che gestisce le utenze di famiglia: conservare la bolletta, verificare la voce del contributo, non fornire dati a chi chiama senza poterlo identificare con certezza, riagganciare e richiamare il numero verde stampato sulla bolletta.
Cosa ricordare
Il bonus da 115 euro arriva senza domanda, ma proprio per questo va controllato con calma. Tre punti fermi:
- La data chiave è il 21 febbraio 2026: fotografa la platea ammessa, non la si può modificare a posteriori.
- La sede del controllo è la fattura, non il fornitore o il CAF.
- Il canale corretto in caso di problemi e quello ufficiale del fornitore o dello Sportello per il consumatore.
Chi aveva il bonus sociale elettrico attivo al 21 febbraio non deve farsi spaventare da telefonate o messaggi: se il contributo spetta, non c’e nulla da “sbloccare” pagando o comunicando dati personali.
Cosa resta da chiarire
- Se e quando ARERA pubblichera un provvedimento analogo per il 2027: la delibera 81/2026/R/eel e una misura una tantum e non prevede rinnovo automatico.
- Come viene gestito il contributo nei casi di doppia intestazione o contitolarità del contratto attiva al 21 febbraio: la delibera non specifica il trattamento per le utenze condivise tra più soggetti.
- Se chi ha cambiato fornitore e non ha ancora ricevuto fattura di chiusura entro i 60 giorni può azionare lo Sportello per il consumatore prima che il termine scada: la delibera non chiarisce se il termine decorre dalla prima fattura del nuovo o dell’ex fornitore.