Dal 2026 lo SPID di Poste Italiane — il sistema PosteID — costa 6 euro l’anno per la maggior parte degli utenti attivi. Ma chi ha un genitore o un familiare anziano con uno SPID Poste deve sapere due cose prima di qualsiasi altra: gli over 75 sono esenti e non pagano nulla, e le campagne di phishing che sfruttano proprio questo pagamento come esca sono attive e documentate. Il resto — cosa fare se non si paga, come gestire INPS e 730 senza violare nessuna regola — viene dopo.
Chi paga e chi non paga: le quattro categorie esenti
Il canone PosteID 2026 da 6 euro IVA inclusa riguarda gli utenti che usano lo SPID di Poste come identità digitale per i servizi della Pubblica Amministrazione. Ma ci sono quattro categorie che non ricevono la richiesta di pagamento perché sono automaticamente esenti:
- Over 75. Chi ha già compiuto 75 anni alla data del rinnovo non paga. Non serve fare domanda: l’esenzione si applica automaticamente.
- Minorenni. Chi ha meno di 18 anni e usa PosteID non è soggetto al canone.
- Residenti all’estero con PosteID a uso personale: l’esenzione copre anche questa categoria.
- Titolari di PosteID professionale (uso aziendale o libero professionale): il canone non si applica allo SPID di lavoro.
Per chi legge questo articolo, il controllo decisivo è il primo: verifica subito quanti anni ha il tuo familiare. Se ha 75 anni o più’, il canone non lo riguarda. Qualsiasi comunicazione che chiede 6 euro a un over 75 va trattata con sospetto.
Chi paga e quanto
Chi non rientra nelle quattro categorie esenti paga 6 euro l’anno dalla fine del primo anno di attivazione. Il primo anno è gratuito per tutti. Il rinnovo avviene in automatico: Poste invia una comunicazione con le modalita’ di pagamento (carta di credito, Postepay, conto BancoPosta) e un periodo di grazia per effettuarlo.
Il canone è annuale e non si frammenta: si paga una volta, si usa per 12 mesi. Se la persona non usa più lo SPID ma vuole mantenerlo attivo per emergenze future, deve comunque pagare per conservare l’accesso.
Cosa succede se non si paga: la sequenza precisa
Uno dei timori più diffusi tra i caregiver è che il mancato pagamento blocchi immediatamente l’accesso a INPS, 730, invalidità, bonus. Non funziona così. La sequenza reale è:
- Preavviso di 30 giorni. Poste invia una comunicazione prima della scadenza o dell’azione di sospensione. Non è un blocco istantaneo.
- Sospensione della funzionalità SPID, non dell’account. Lo SPID viene inibito — non si può usare per accedere ai portali PA che richiedono SPID — ma l’identità digitale rimane attiva.
- Recupero possibile per 24 mesi dall’ultimo accesso. Se il familiare non ha usato lo SPID negli ultimi mesi e non ha pagato, ha comunque fino a 24 mesi di finestra per ripristinarlo pagando il canone. Non si perde tutto in una volta.
- Revoca definitiva solo dopo 24 mesi di inattività totale e mancato pagamento. Questo è il punto di non ritorno.
Questo significa che c’è tempo per ragionare, verificare, agire con ordine. Il panico non aiuta. Se l’avviso è autentico, la soluzione è semplice: pagare o verificare l’esenzione tramite il sito ufficiale di Poste. Se l’avviso è sospetto, non cliccare nulla.
Vale la pena ricordare che INPS, 730 e altri servizi PA non sono raggiungibili solo con SPID. La CIE — Carta d’Identità Elettronica — permette di accedere agli stessi portali senza bisogno di SPID e senza canoni. Se lo SPID di un familiare viene sospeso, non è la fine del mondo: con la CIE i servizi restano accessibili.
Come riconoscere il phishing che sfrutta il canone PosteID
Questo è il punto più delicato, soprattutto per chi gestisce la posta di un genitore anziano. Nel 2026 sono attive campagne di phishing che imitano comunicazioni ufficiali di Poste Italiane o dell’INPS su SPID scaduto, conto bloccato o pagamento urgente del canone. L’Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi specifici su queste campagne phishing, e la Polizia Postale mantiene uno sportello per le segnalazioni.
La caratteristica distintiva di una comunicazione autentica:
- Arriva da un dominio verificabile: solo
@poste.ito@posteid.it. Se il mittente usa un dominio diverso — anche solo di una lettera — è falso. - Non contiene link con timer o minacce di blocco immediato. Le comunicazioni ufficiali informano sui tempi; non creano urgenza artificiale.
- Non chiede mai di inserire credenziali, PIN o OTP tramite un link nell’email. Poste non funziona cosi’.
- Non chiede dati bancari, numero di carta o codice di sicurezza via email o SMS.
La comunicazione sospetta ha invece queste caratteristiche:
- Urgenza costruita: “Se non paghi entro 24 ore, il tuo SPID viene cancellato.”
- Link che imitano il sito di Poste ma hanno URL diversi (es.
posteid-pagamento.com,poste-servizi.it). - Richiesta di dati sensibili che Poste non chiederebbe mai via email.
- Mittente con dominio generico o con errori (es.
@poste-italiane.cominvece di@poste.it).
Cosa fare se l’avviso sembra sospetto:
- Non cliccare nessun link nell’email o nell’SMS.
- Non rispondere al messaggio.
- Apri il browser e digita manualmente
posteid.poste.itnella barra degli indirizzi. - Accedi con le tue credenziali e controlla lo stato del servizio dall’area personale.
- Se non riesci ad accedere, chiama il servizio clienti Poste al numero indicato sul sito ufficiale — non quello scritto nella mail sospetta.
- Segnala il messaggio sospetto alla Polizia Postale tramite il portale ufficiale.
Se gestisci le pratiche di un familiare, insegnagli questa regola semplice: qualsiasi comunicazione urgente che chiede soldi va verificata sul sito ufficiale, non seguita attraverso il link nella mail.
Come gestire i servizi di un familiare senza usare le sue credenziali
Molte famiglie finiscono per usare le credenziali SPID del genitore — spesso sapendo la password a memoria — per controllare l’INPS, il 730, i bonus. È comprensibile, ma crea rischi legali e pratici concreti.
L’uso delle credenziali SPID di un’altra persona, anche di un familiare, senza mandato formale è improprio sotto il profilo legale. In caso di contenzioso, di errori nelle pratiche o di accessi rilevati dai sistemi INPS, la mancanza di una delega formale può creare problemi. La soluzione esiste e si chiama delega digitale INPS.
Cos’e’ la delega digitale INPS e cosa risolve
La delega digitale INPS è un istituto che permette a una persona di fiducia — un figlio, un caregiver, un tutore — di accedere ai servizi INPS per conto di un’altra persona, in modo formale e tracciato. Il delegato usa le proprie credenziali SPID, non quelle del familiare: l’accesso è legalmente corretto e non richiede condivisione di password.
Con la delega attiva, il delegato può consultare la posizione contributiva, visualizzare i cedolini pensionistici, inviare alcune istanze — il tutto senza mai conoscere lo SPID del familiare. È la risposta al problema che molte famiglie affrontano ogni anno con le scadenze INPS.
Chi può’ delegare e chi no
Il familiare che delega deve essere in grado di esprimere il consenso in modo autonomo. Se la persona è parzialmente limitata nelle capacita’ ma in grado di comprendere e volere la delega, la procedura standard funziona. Se invece è in una situazione di incapacita’ giuridica — demenza avanzata, tutela legale, amministrazione di sostegno — servono strumenti diversi: la tutela o l’amministrazione di sostegno nominata dal tribunale è lo strumento che autorizza il tutore o l’amministratore ad agire in tutti i contesti legali, incluso l’accesso ai servizi INPS.
Come attivare la delega: i tre canali
- Portale INPS. La persona che delega accede con le proprie credenziali e attiva la delega nominando il delegato.
- CAF abilitato. Il CAF può’ assistere nell’attivazione della delega, utile quando il familiare anziano non usa il portale in autonomia.
- Patronato. I patronati (ACLI, INCA, INAC, ecc.) gestiscono pratiche INPS per conto degli assistiti e possono guidare nell’attivazione.
Ogni delega è specifica ai servizi INPS coperti dal sistema — non è un accesso illimitato a tutti i portali PA. Per i servizi dell’Agenzia delle Entrate (come il 730 precompilato), esistono meccanismi di delega separati: un CAF o un commercialista può operare tramite apposita procura.
Fare il punto sulla situazione digitale del familiare: una lista operativa
Se hai un genitore o un familiare anziano con uno SPID Poste, questo è il momento per fare una ricognizione ordinata. Ecco cosa controllare:
- Età del familiare. Se ha 75 anni o più, l’esenzione si applica. Verifica su
posteid.poste.itche non ci siano richieste di pagamento pendenti. - Autenticità degli avvisi ricevuti. Se è arrivata una mail o un SMS che chiede 6 euro, verificala sul sito ufficiale prima di fare qualsiasi cosa.
- Stato attuale dello SPID. È attivo? Quando è stata l’ultima volta che il familiare lo ha usato? Se sono passati più di 12 mesi, il canone potrebbe essere scaduto.
- Alternativa CIE. Il familiare ha la Carta d’Identità Elettronica valida? Con la CIE accede agli stessi servizi INPS e PA senza SPID e senza canoni.
- Delega INPS. Se gestisci regolarmente le pratiche previdenziali del familiare, attiva la delega digitale. È il modo legale e tracciato per farlo — non la condivisione delle credenziali.
- Riferimenti CAF o patronato. Identifica il CAF o il patronato più vicino. Sono gratuiti per pensionati e lì puoi attivare la delega, presentare il 730 e gestire molte pratiche INPS senza doverti destreggiare da solo con i portali.
Non serve diventare esperti di identita’ digitale. Serve sapere dove mettere le mani, a chi chiedere, e cosa evitare.
Cosa resta da chiarire
- La soglia di 75 anni per l’esenzione over 75 è fissata nelle condizioni di servizio PosteID, ma non risulta ancorata a una norma di legge che la imponga a Poste — è una scelta commerciale. Non è chiaro se future variazioni delle condizioni potrebbero modificarla.
- Le modalità di delega INPS non coprono ancora tutti i servizi disponibili nel portale: alcune sezioni (es. procedure per bonus specifici) restano accessibili solo al diretto interessato. L’INPS non ha ancora pubblicato un elenco aggiornato dei servizi delegabili nel 2026.
- Per i familiari in condizione di incapacità parziale — non ancora sotto tutela formale, ma con difficoltà cognitive — non esiste ancora una procedura semplificata. Il gap tra delega standard e amministrazione di sostegno è ancora ampio.