PosteID costa 6 euro l’anno IVA inclusa a partire dal secondo anno di utilizzo: il primo anno resta gratuito e il rinnovo scatta alla data di anniversario dell’attivazione, non il 1 gennaio per tutti. Restano esenti quattro categorie — minorenni, over 75, residenti all’estero e titolari del servizio a uso professionale. Lo conferma la pagina dei costi del servizio PosteID, che è il punto di riferimento unico per importi, esenzioni e modalita’ di rinnovo.
Il tema riguarda chiunque usi l’identita’ digitale di Poste Italiane per entrare nei portali pubblici: INPS, 730 precompilato, Agenzia delle Entrate, ISEE, Cassetto previdenziale, fascicolo sanitario elettronico. Capire quando scatta il rinnovo, dove si controlla la scadenza, chi non paga e come restare comunque collegati ai servizi pubblici è l’unico modo per non ritrovarsi bloccati proprio quando serve presentare una domanda o consultare una pratica urgente.
Quando scatta davvero il canone di 6 euro
Il contributo annuale di 6 euro IVA inclusa riguarda la funzionalità di accesso ai servizi SPID del servizio PosteID. Secondo le indicazioni ufficiali di Poste Italiane, il primo anno dall’attivazione è gratuito; il pagamento scatta dalla scadenza del primo anno e si rinnova annualmente.
Questo significa che non esiste una data unica uguale per tutti. Chi ha attivato PosteID il 15 marzo 2025 paga il primo rinnovo intorno al 15 marzo 2026; chi l’ha attivato il 10 ottobre 2024 ha gia’ pagato nel 2025 e si trova al secondo rinnovo nel 2026. Non si può’ quindi dire che tutti gli utenti PosteID paghino automaticamente dal 1 gennaio 2026.
Poste indica anche che la richiesta di rinnovo può’ essere presentata nei 30 giorni precedenti alla scadenza e che il cliente viene informato via e-mail all’indirizzo associato all’identita’ digitale.
Le quattro categorie esenti
Secondo la pagina ufficiale del servizio PosteID, restano esenti dal contributo annuale quattro categorie precise:
- minorenni (al momento del rinnovo);
- cittadini con almeno 75 anni (la soglia è puntuale, non una fascia generica);
- residenti all’estero;
- titolari del servizio PosteID SPID a uso professionale.
Su questo punto conviene essere molto precisi: la soglia anagrafica indicata da Poste è di almeno 75 anni, non 70 e non una fascia generica di anziani. Per chi compie 75 anni nel corso dell’anno di rinnovo, conviene verificare la procedura applicata da Poste, perché la regola può cambiare se il compleanno cade prima o dopo la data di rinnovo.
L’esenzione “uso professionale” riguarda chi usa il servizio nell’esercizio di un’attività professionale (avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, medici convenzionati), non semplicemente chi ha PosteID per motivi di lavoro come dipendente. È un caso residuale per i pensionati ma frequente per i familiari delegati alla gestione delle pratiche di parenti anziani, soprattutto quando svolgono attività di patronato o consulenza.
Una nota sui minorenni: per chi gestisce le pratiche dei figli o dei nipoti, l’esenzione si applica solo finche’ il titolare resta minorenne. Al compimento dei 18 anni il rinnovo entra nella tariffa ordinaria, con la stessa data di anniversario dell’attivazione originaria.
Dove si controlla la scadenza
Per chi usa PosteID soprattutto nei periodi in cui deve entrare nei portali pubblici — campagna dei 730, scadenze ISEE, prenotazione di un cedolino — il controllo più’ utile è la data di scadenza della funzionalita’ di accesso ai servizi SPID. La guida utente di PosteID indica due punti di verifica:
- l’area personale su posteid.poste.it (sezione Dati identita’);
- l’App PosteID sullo smartphone.
È un passaggio importante prima di scadenze fiscali o previdenziali. Per esempio, chi deve entrare nell’area riservata dell’INPS per consultare il fascicolo previdenziale, recuperare un cedolino dell’ultimo anno, controllare un piano di pignoramento pensione in corso o presentare una nuova DSU per l’ISEE rischia di trovarsi bloccato sulla schermata di login se la scadenza è già passata senza rinnovo.
Vale la stessa logica per la campagna del 730: chi accede tramite SPID al servizio precompilato dell’Agenzia delle Entrate e trova la funzionalita’ inibita perde tempo prezioso proprio nella finestra di presentazione. Verificare la scadenza PosteID prima di aprile è quindi un gesto di igiene fiscale, non paranoia.
Cosa succede se non rinnovi
Anche qui la distinzione è fondamentale. Se il corrispettivo annuale non viene pagato entro la scadenza, secondo la guida utente di PosteID l’identità digitale continua a restare attiva, ma viene inibito l’accesso ai servizi SPID.
In pratica, non si perde subito e definitivamente tutta l’identità digitale. Il punto è più circoscritto: si blocca la funzionalità che consente di entrare con SPID nei servizi che la richiedono, finché il rinnovo non viene effettuato.
Poste indica inoltre che la funzionalità può essere riattivata pagando il corrispettivo annuale, anche in un momento successivo. Nella pagina dei costi del servizio si legge anche che l’identità rimane attiva per 24 mesi dall’ultimo accesso. Non c’è quindi un cliff edge — c’è una finestra di recupero, purché si agisca prima che scada anche quel termine.
PosteID, SPID e accesso ai servizi pubblici: tre piani diversi
Per evitare errori pratici, conviene tenere separati tre piani concettuali.
Il primo è l’identità digitale PosteID: il rapporto attivato con Poste Italiane, che identifica l’utente in modo unico tramite credenziali. Il secondo è la funzionalità SPID collegata a quell’identità, cioè la possibilità di usare quelle credenziali per entrare nei servizi online che accettano SPID. Il terzo è l’insieme dei canali alternativi di accesso ai servizi pubblici: SPID di altri provider, CIE, CNS, eIDAS.
Anche se la funzionalita’ SPID di PosteID viene inibita per mancato rinnovo, questo non significa automaticamente restare fuori da tutti i portali della pubblica amministrazione. È qui che molti utenti perdono tempo, convinti di non avere alternative.
Come entrare comunque su INPS e gli altri portali
La pagina di autenticazione INPS mostra che l’accesso ai servizi può’ avvenire con SPID, CIE, CNS ed eIDAS, non soltanto con SPID. Sono quattro canali equivalenti dal punto di vista normativo: chi non ha SPID attivo può’ usare qualsiasi degli altri tre, a patto di averlo gia’ configurato.
Per la maggior parte dei pensionati la via più’ concreta è la Carta d’Identita’ Elettronica. Il Ministero dell’Interno precisa nelle guide al portale CIE che la CIE può’ essere usata come chiave di accesso ai servizi online della pubblica amministrazione, da computer (con un lettore di smart card) o da smartphone (con il chip NFC e l’app CieID), inserendo il PIN ricevuto al momento del rilascio del documento.
Chi ha già la CIE ma non ricorda il PIN può ottenerne il ripristino in Comune o presso una postazione abilitata: è un’operazione di pochi minuti. Anche la CNS (di solito rilasciata dalla camera di commercio, da alcune regioni o sulla tessera sanitaria) resta fra i sistemi indicati per l’accesso ai servizi INPS, ma è meno diffusa fra i privati.
Lo stesso ragionamento vale per chi gestisce per conto di un familiare anziano: tenere pronto un secondo canale di accesso evita che la scadenza di PosteID blocchi anche le pratiche del delegato. Chi usa l’INPS per il 730 — consultare detrazioni, scaricare il cedolino, presentare domande di rimborso — ha tutto l’interesse a verificare oggi se CIE o CNS sono gia’ attivi e configurati sul dispositivo.
Cosa fare oggi
Se usi PosteID per entrare in INPS, per il 730 precompilato, per l’ISEE o per altri servizi pubblici, il controllo utile da fare adesso si riassume in quattro passaggi:
- Verifica la scadenza nell’area personale PosteID o nell’app, sezione Dati identità.
- Controlla se rientri tra gli esenti: minorenne, almeno 75 anni, residente all’estero, titolare del servizio a uso professionale.
- Se la scadenza è vicina, ricorda che il rinnovo può essere richiesto nei 30 giorni precedenti.
- Non aspettare l’ultimo momento per capire come entrare nei portali pubblici: se hai già CIE o CNS, verifica oggi che funzioni, non il giorno della scadenza.
Il messaggio più importante è semplice: con PosteID non tutti pagano e non tutti pagano nello stesso momento. Ma chi usa spesso i servizi pubblici online farebbe bene a controllare adesso la propria situazione, così da evitare blocchi proprio quando deve usare INPS, fisco o altri sportelli digitali.
Cosa resta da chiarire
- Se Poste Italiane applichi l’esenzione over 75 automaticamente — cioè senza che l’utente debba presentare documentazione — o se richieda una dichiarazione preventiva: il testo ufficiale della pagina costi non lo precisa.
- Come si gestisce il caso di chi compie 75 anni nell’arco dei 30 giorni precedenti la data di rinnovo: se l’esenzione scatta già su quel rinnovo o dal successivo.
- Se altri provider SPID (Aruba, Namirial, InfoCert) abbiano introdotto o annunciato analoghi piani tariffari per il secondo anno — il mercato dello SPID è in evoluzione e PosteID è stato il primo a muoversi.