Dal 1° gennaio 2027 i requisiti per andare in pensione salgono di un solo mese; dal 1° gennaio 2028 l’aumento sarà di tre mesi complessivi. La pensione di vecchiaia ordinaria passa a 67 anni e 1 mese nel 2027 e a 67 anni e 3 mesi nel 2028; la pensione anticipata ordinaria richiede 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne nel 2027. L’adeguamento è graduale e non colpisce tutti allo stesso modo: lo chiarisce l’INPS nella circolare n. 28 del 16 marzo 2026, che recepisce l’aggiornamento alla speranza di vita previsto dalla riforma Fornero (D.L. 201/2011).
Il titolo generico “sale l’età pensionabile” non rende l’idea del meccanismo. Tre variabili decidono se e quanto un singolo lavoratore vedrà spostarsi la propria data di uscita: il canale pensionistico (vecchiaia, anticipata ordinaria, anticipata contributiva, precoci, gravosi), la data di maturazione dei requisiti, l’eventuale esenzione per attività usuranti o particolarmente faticose. Capire dove si rientra è la differenza fra accettare un aumento di un mese, di tre mesi o di nessun mese.
Cosa cambia davvero tra 2027 e 2028
La novità nasce dall’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita rilevata dall’ISTAT, meccanismo introdotto dalla riforma Fornero del 2011 e applicato periodicamente con decreto interministeriale. Per ogni adeguamento, la legge prevede che gli scaglioni siano tradotti in mesi aggiuntivi sui requisiti di età e di contribuzione.
L’INPS spiega che, in via di principio, l’aggiornamento per il biennio 2027-2028 avrebbe potuto portare un aumento di tre mesi tutti insieme dal 1° gennaio 2027. Per evitare un salto secco, la legge di bilancio 2026 ha previsto una gradualità:
- dal 1° gennaio 2027 l’aumento si applica in misura ridotta, un solo mese;
- dal 1° gennaio 2028 si passa all’incremento pieno di tre mesi complessivi.
Per chi è vicino all’uscita dal lavoro, la differenza pratica è concreta: bastare a ridosso della soglia per ritrovarsi ad aspettare qualche settimana in più nel 2027, o qualche mese in più nel 2028.
Chi viene toccato dall’aumento
Il primo canale da guardare è la pensione di vecchiaia ordinaria. Il requisito salirà a 67 anni e 1 mese nel 2027 e a 67 anni e 3 mesi nel 2028. Per i contributivi puri che accedono alla vecchiaia con almeno 5 anni di contributi effettivi, la soglia salirà invece a 71 anni e 1 mese nel 2027 e a 71 anni e 3 mesi nel 2028.
Cambia anche la pensione anticipata ordinaria:
- per gli uomini serviranno 42 anni e 11 mesi di contributi nel 2027 e 43 anni e 1 mese nel 2028;
- per le donne si passerà a 41 anni e 11 mesi nel 2027 e a 42 anni e 1 mese nel 2028.
È un dettaglio che pesa molto soprattutto per chi sta facendo i conti mese per mese sull’estratto conto contributivo.
Chi punta alla pensione anticipata contributiva (riservata ai contributivi puri) nel 2027 dovrà avere 64 anni e 1 mese di età e 20 anni e 1 mese di contributi; nel 2028 si salirà a 64 anni e 3 mesi e 20 anni e 3 mesi.
Infine, per i lavoratori precoci nelle categorie tutelate — disoccupati, caregiver e invalidi — il requisito salirà a 41 anni e 1 mese nel 2027 e a 41 anni e 3 mesi nel 2028.
La tabella riassuntiva 2027-2028
| Canale | Requisito 2026 | Requisito 2027 | Requisito 2028 |
|---|---|---|---|
| Vecchiaia ordinaria | 67 anni | 67 anni 1 mese | 67 anni 3 mesi |
| Vecchiaia contributiva pura | 71 anni | 71 anni 1 mese | 71 anni 3 mesi |
| Anticipata ordinaria (uomini) | 42 anni 10 mesi | 42 anni 11 mesi | 43 anni 1 mese |
| Anticipata ordinaria (donne) | 41 anni 10 mesi | 41 anni 11 mesi | 42 anni 1 mese |
| Anticipata contributiva | 64 anni + 20 anni | 64 anni 1 mese + 20 anni 1 mese | 64 anni 3 mesi + 20 anni 3 mesi |
| Precoci (tutelati) | 41 anni | 41 anni 1 mese | 41 anni 3 mesi |
Ricordare il quadro completo è utile soprattutto per chi è in famiglia con più persone vicine all’uscita: i requisiti dell’anticipata differiscono ancora fra uomini e donne, e questa differenza si traduce in mesi concreti di lavoro aggiuntivo (o di anticipo, a seconda dei casi).
Chi può restare fuori dall’aumento
Questa è forse la parte più utile: l’aumento non colpisce tutti indistintamente. La circolare INPS prevede esclusioni precise per lavoratori gravosi e per chi è addetto ad attività particolarmente faticose e pesanti, in presenza delle condizioni richieste dalla norma.
In alcune situazioni resta possibile il pensionamento di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi e almeno 30 anni di contributi; in altri casi il requisito rimane a 67 anni con 30 anni di contributi per chi ha svolto attività gravose per almeno 6 anni negli ultimi 7.
I lavoratori precoci addetti a mansioni gravose o pesanti mantengono il requisito ridotto a 41 anni per tutto il biennio 2027-2028, senza adeguamento alla speranza di vita.
Un limite importante: l’esenzione non si applica a chi beneficia dell’APE sociale al momento del pensionamento. Chi è in APE sociale segue il proprio canale specifico, con i requisiti previsti dalla normativa di settore.
Dire quindi “dal 2027 tutti lavoreranno di più” è sbagliato. Prima bisogna capire in quale canale si rientra e se esiste una condizione di esclusione. Per i dipendenti pubblici, in particolare, vale la pena conoscere anche le tempistiche di liquidazione del TFS/TFR aggiornate per il 2027.
Quali attività gravose danno diritto all’esenzione nel 2027?
L’elenco delle attività gravose è stato definito da diversi provvedimenti normativi e include, fra l’altro:
- operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
- conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
- conciatori di pelli e di pellicce;
- conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
- conduttori di mezzi pesanti e camion;
- personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
- addetti all’assistenza personale di persone non autosufficienti;
- insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
- facchini, addetti allo spostamento di merci e assimilati;
- personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
- operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
- operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca;
- pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare;
- lavoratori del settore siderurgico e marittimo.
L’elenco effettivo applicato dipende dalla normativa vigente al momento della domanda. Chi pensa di rientrare deve verificare con il patronato l’esatta classificazione del proprio inquadramento contrattuale: un errore di classificazione può spostare la data di uscita di mesi.
Il requisito non basta: conta anche quando parte davvero la pensione
Un altro errore comune è confondere il momento in cui si matura il requisito con quello in cui l’assegno comincia a decorrere. Nella pensione anticipata ordinaria la decorrenza non è immediata: scatta dopo 3 mesi dalla maturazione del requisito (cosiddetta “finestra mobile”).
Per alcuni iscritti alle casse pubbliche (CPDEL, CPS, CPI e CPUG) l’attesa può essere ancora più lunga: la circolare INPS indica una decorrenza che può slittare a 7 mesi se il requisito viene maturato entro il 31 dicembre 2027, e a 9 mesi dal 1° gennaio 2028.
Tradotto in modo semplice: non basta controllare l’età o gli anni di contributi. Bisogna verificare anche:
- la finestra mobile del canale pensionistico applicabile;
- la gestione previdenziale di appartenenza (lavoratori privati, dipendenti pubblici, casse autonome);
- l’eventuale decorrenza speciale se si rientra in formule particolari (cumulo dei contributi, opzioni miste, prosecuzione volontaria).
Altrimenti si rischia di fare programmi sbagliati sulla data effettiva di uscita e di restare scoperti per qualche mese di stipendio non più maturato.
Cosa conviene controllare già nel 2026
Cosa controllare sull’estratto conto INPS prima del 2027?
Per non farsi trovare impreparati, il 2026 è l’anno giusto per quattro verifiche pratiche.
1. Estratto conto contributivo. Disponibile gratis sul portale INPS nel fascicolo previdenziale del cittadino. Se ci sono buchi, periodi mancanti o errori, meglio accorgersene prima che il requisito si sposti anche solo di un mese. Le sistemazioni di posizione richiedono spesso settimane e documentazione integrativa.
2. Profilo lavorativo. Chi ha svolto mansioni gravose o attività particolarmente faticose dovrebbe verificare se rientra davvero nelle esclusioni previste: qui la differenza può essere molto concreta. Una classificazione mal applicata può costare due o tre mesi di lavoro aggiuntivo.
3. Il canale giusto. La circolare n. 28 riguarda vecchiaia, anticipata ordinaria, anticipata contributiva e precoci. Non va invece confusa con Quota 103 o Opzione donna, che non sono stati prorogati come canali ordinariamente aperti nel 2026 e restano accessibili solo a chi aveva già maturato i requisiti entro le scadenze previste.
4. Patronato e simulazioni. Una simulazione gratuita al patronato (INCA-CGIL, Acli, UIL, CISL) con i dati aggiornati permette di vedere su un foglio la data effettiva di decorrenza dell’assegno, non solo del maturare del requisito. È il dato che conta davvero per programmare l’uscita dal lavoro.
Errori da non commettere
Tre errori ricorrono nei programmi pensionistici fai-da-te e si possono evitare con poca attenzione.
Confondere maturazione e decorrenza. Maturare il requisito a maggio non significa ricevere l’assegno a giugno: la finestra di 3 mesi (o più, per le casse pubbliche) sposta la decorrenza effettiva.
Considerare solo gli anni e non i mesi. “42 anni di contributi” non basta per l’anticipata ordinaria nel 2027: servono 42 anni e 11 mesi per gli uomini, 41 anni e 11 mesi per le donne. Il calcolo va fatto settimana per settimana.
Ignorare le esenzioni. Chi ha svolto attività gravose o usuranti deve attivamente richiedere la verifica dell’esenzione: non scatta in automatico solo per aver lavorato in certi settori. Servono documentazione e una valutazione formale.
In sintesi
Dal 2027 i requisiti pensionistici salgono di un mese per la maggior parte dei canali; nel 2028 l’aumento arriva a tre mesi. La pensione di vecchiaia ordinaria passa a 67 anni e 1 mese; l’anticipata ordinaria a 42 anni e 11 mesi (uomini) o 41 anni e 11 mesi (donne). Le esenzioni per lavoratori gravosi e particolarmente faticosi sono reali ma non automatiche. Chi è vicino alla pensione farebbe bene a muoversi ora: controllare i contributi, capire se rientra in una categoria esclusa dall’aumento e verificare la decorrenza effettiva può evitare sorprese quando il calendario arriverà al 2027.