Per un pensionato con l’INPS come sostituto d’imposta, il rimborso IRPEF dal 730/2026 arriva direttamente nel cedolino di agosto — a patto di inviare la dichiarazione entro il 30 giugno. Non serve aprire pratiche separate, non serve aspettare risposte dall’Agenzia delle Entrate: il calcolo e la restituzione avvengono in modo quasi automatico nella stessa busta paga previdenziale.
Il 730 non è un adempimento neutro per chi è in pensione. È spesso l’unica occasione dell’anno per recuperare quanto pagato in eccesso: spese sanitarie, lavori in casa, assicurazioni sulla vita, costi per badanti. Chi non lo presenta lascia quei soldi fermi.
Il calendario del 730/2026: le date che contano
Il percorso del 730/2026 segue tappe precise, stabilite dalla dichiarazione precompilata sul portale dell’Agenzia delle Entrate:
- 16 marzo 2026: le Certificazioni Uniche (CU) sono disponibili online nell’area riservata INPS e sul portale AdE.
- 30 aprile 2026: apertura della precompilata. Da questa data si può accedere, verificare e modificare il modello.
- 30 giugno 2026: scadenza raccomandata per chi vuole il rimborso nel cedolino di agosto.
- 30 settembre 2026: termine ultimo per l’invio. Chi presenta dopo il 30 giugno non perde le detrazioni, ma il rimborso arriverà più tardi.
Cosa sappiamo finora
- L’INPS è sostituto d’imposta per chi riceve pensione come unico reddito: il conguaglio fiscale avviene direttamente sul cedolino.
- La scadenza del 30 giugno 2026 è operativa: chi invia entro quella data riceve il rimborso ad agosto; chi invia tra luglio e settembre attende qualche mese in più.
- Le Certificazioni Uniche 2026 sono accessibili dal 16 marzo con SPID, CIE o CNS.
- Il portale AdE apre la precompilata dal 30 aprile: è possibile accettarla senza modifiche, modificarla direttamente o affidarla a un CAF/patronato.
Cosa cambia adesso
La struttura delle aliquote IRPEF è stata ridisegnata dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024, n. 207). Il sistema a tre scaglioni — consolidato per il 2025 e confermato anche nel 2026 — ha introdotto un aggiustamento rilevante per i pensionati a reddito basso: la detrazione per redditi da lavoro dipendente e assimilati è stata alzata a 1.955 euro per chi ha un reddito fino a 15.000 euro. Questo abbassa l’imposta netta e, di conseguenza, aumenta il rimborso per chi può farne valere la piena applicazione.
I tre scaglioni IRPEF 2026 in vigore:
| Scaglione | Aliquota |
|---|---|
| Fino a 28.000 euro | 23% |
| Da 28.001 a 50.000 euro | 35% |
| Oltre 50.000 euro | 43% |
Per i pensionati con reddito interamente da pensione, l’aliquota del 23% si applica alla stragrande maggioranza. Chi ha redditi integrativi (affitti, interessi, cedole) può ricadere nello scaglione superiore: in quel caso il 730 diventa ancora più importante per verificare il corretto calcolo delle ritenute.
Spese sanitarie: la detrazione al 19% e la regola della tracciabilita
Le spese sanitarie danno diritto a una detrazione del 19% calcolata sull’importo che supera la franchigia di 129,11 euro. In pratica: se hai speso 500 euro in visite ed esami, puoi detrarre il 19% di 370,89 euro, ovvero circa 70 euro di rimborso.
Rientrano nella detrazione: visite specialistiche, analisi cliniche, farmaci con ricetta, protesi, ausili per disabili, spese odontoiatriche.
La regola sulla tracciabilità è cambiata e vale la pena conoscerla bene. Per le spese pagate a professionisti privati — visite mediche, fisioterapia, odontoiatria — il pagamento deve essere effettuato con strumenti tracciabili: carta di credito, bancomat, bonifico, app di pagamento. Le spese pagate in contante a medici privati non sono più detraibili secondo le norme Agenzia delle Entrate. Fanno eccezione le farmacie, dove si può ancora pagare in contanti e ottenere la detrazione.
La maggior parte delle ricevute e fatture viene già caricata automaticamente nel 730 precompilato attraverso il Sistema Tessera Sanitaria. Ma non tutto ci finisce dentro: le spese odontoiatriche pagate a uno studio privato non accreditato, per esempio, vanno inserite a mano. Prima di accettare la precompilata senza modifiche, controlla che tutte le spese siano presenti.
Documenti da conservare per tipo di spesa sanitaria
- Farmaci con ricetta: scontrino parlante (con codice fiscale e codice farmaco).
- Visite specialistiche private: ricevuta o fattura con metodo di pagamento tracciabile indicato.
- Strutture SSN accreditate: il ticket (pagato anche in contanti e detraibile).
- Dispositivi medici: fattura con il riferimento alla categoria del dispositivo (serve la marcatura CE).
- Spese odontoiatriche: fattura dello studio con indicazione del pagamento tracciabile.
Ristrutturazioni nel 2026: 50% sull’abitazione principale, 36% sulle altre
Il bonus ristrutturazioni è uno dei più usati dai pensionati, ma nel 2025 è arrivata una distinzione che sorprende molti.
- Abitazione principale: detrazione al 50% sulle spese fino a 96.000 euro.
- Seconde case e altri immobili: detrazione scesa al 36%, stesso massimale di 96.000 euro.
Questa distinzione è rilevante per chi possiede una seconda casa o ha contribuito ai lavori nell’appartamento di un figlio. In quel caso, l’aliquota applicabile è quella più bassa. Chi sbaglia ad applicare il 50% su un immobile secondario rischia contestazioni in sede di controllo. Come spiega la guida sul bonus casa e la regola del pagamento, non conta solo la proprietà dell’immobile: deve coincidere anche chi ha effettivamente sostenuto la spesa.
Per i lavori avviati nel 2025 il Superbonus è sceso al 65% (era al 110% e poi al 90% negli anni precedenti). Prima di procedere con cantieri aperti nel 2026, è consigliabile verificare con un tecnico qualificato se le condizioni agevolate sono ancora soddisfatte.
Il pagamento dei lavori di ristrutturazione deve avvenire sempre tramite bonifico “parlante” — con causale specifica che richiama l’articolo di legge — pena la perdita della detrazione. Per chi gestisce anche spese di badante o colf, la guida su deduzioni e detrazioni nel 730 per badante e colf chiarisce le regole distinte per queste voci.
Come funziona il rimborso per i pensionati: il meccanismo del sostituto d’imposta
Se dalla dichiarazione risulta un credito IRPEF e l’INPS è indicato come sostituto d’imposta, il rimborso viene erogato direttamente nel cedolino pensionistico di agosto. Non serve aprire un conto corrente specifico, né compilare richieste separate: è il sostituto d’imposta a fare il calcolo e a versare la differenza.
L’INPS come sostituto d’imposta è l’ente previdenziale che applica le ritenute IRPEF mensilmente sulla pensione e poi, a fine anno, fa il conguaglio fiscale sulla base del 730 presentato: in pratica, trattiene, calcola e rimborsa tutto internamente, senza che il pensionato debba interagire con l’Agenzia delle Entrate.
Due situazioni in cui il rimborso automatico non avviene:
- Nessun sostituto d’imposta: chi ha lasciato il lavoro da tempo e ha indicato erroneamente di non averne uno. In questo caso è l’Agenzia delle Entrate a erogare il rimborso direttamente.
- Credito superiore alla capienza: se il rimborso è più alto dell’importo della pensione di agosto, l’eccedenza viene spalmata nei mesi successivi o erogata dall’Agenzia delle Entrate.
Dove andare se non si vuole fare da soli
Il portale della precompilata è accessibile con SPID, CIE o CNS. Per chi non è pratico del digitale o preferisce un supporto diretto:
- CAF (Centri di Assistenza Fiscale): offrono il servizio gratuitamente o a costi contenuti. Conviene prenotare per tempo, specialmente tra aprile e maggio quando le code si allungano.
- Patronati (INCA, ITAL, ACLI, ecc.): accessibili tramite sindacati e associazioni di categoria, gestiscono il 730 gratuitamente per i pensionati.
- Commercialisti e consulenti fiscali: utili per situazioni più complesse (vendite immobiliari, redditi da affitto, immobili all’estero).
Per chi usa il patronato o il CAF, ricorda: portare la CU dell’INPS, le ricevute delle spese sanitarie non caricate automaticamente, e i dati sui lavori edilizi eventualmente effettuati nel 2025.
Un dettaglio pratico spesso trascurato: il CAF, se commette un errore nel 730 che ti porta a pagare di più, è responsabile del danno e deve rimborsarti. Questo non vale se hai accettato la precompilata in autonomia e hai fatto una modifica tu stesso senza segnalare la spesa correttamente. La scelta del canale (precompilata autonoma vs. CAF/patronato) ha quindi implicazioni pratiche sulla responsabilità in caso di controllo.
Prima di firmare la precompilata: i cinque controlli da fare
Il 730 precompilato è utile, ma non sempre completo. Prima di accettarlo senza modifiche:
- Tutte le spese sanitarie sono presenti? Confronta le tue ricevute con quello che compare nel modello. Spese odontoiatriche e alcune visite private spesso mancano.
- Ci sono lavori edilizi terminati nel 2025 da dichiarare? Se hai fatto ristrutturazioni, verifica che siano presenti con l’importo corretto e l’immobile giusto (principale vs. secondario).
- Le detrazioni per familiari a carico sono aggiornate? Se un figlio ha cambiato situazione reddituale nel 2025, il calcolo potrebbe essere sbagliato.
- Le quote residue di lavori degli anni passati sono riportate correttamente? Le detrazioni da ristrutturazioni si spalma su 10 anni: controlla che le rate degli anni precedenti (es. 2023, 2024) siano presenti.
- Il sostituto d’imposta è indicato correttamente? Deve comparire l’INPS come sostituto. Se non compare, il rimborso non arriva nel cedolino di agosto.
Cosa resta da chiarire
- I tempi esatti di erogazione del rimborso per chi presenta tra luglio e settembre 2026 dipendono dal carico operativo dell’Agenzia delle Entrate: l’AdE non pubblica un calendario garantito per questa fascia.
- L’aliquota del Superbonus per i cantieri avviati nel 2026 (non nel 2025) è ancora soggetta a conferme normative per alcune tipologie di intervento: verificare con tecnico prima di procedere.
- Il trattamento fiscale delle spese per protesi avanzate e dispositivi medici di nuova generazione è oggetto di chiarimenti attesi dall’Agenzia delle Entrate.