Vetrina vuota di una vecchia filiale bancaria chiusa in un piccolo paese di provincia, con un cartello che indica la filiale più vicina a 15 km
Finanza e mercati

Desertificazione bancaria 2026: 3.457 Comuni senza sportello

Desertificazione bancaria 2026: 3.457 Comuni senza filiale. Cosa cambia per prelievi, contanti, bollette e risparmi se vivi in una zona senza banca.

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Giovanna Bitozzi

Nel 2025 in Italia hanno chiuso altri 516 sportelli bancari: oggi 3.457 Comuni — quasi il 44% del totale — non hanno più nemmeno una filiale, e circa 5 milioni di italiani vivono in zone senza accesso ai servizi finanziari di prossimità. Lo conferma il report di First Cisl e Fondazione Fiba pubblicato a gennaio 2026. La desertificazione bancaria 2026 è ormai un dato strutturale: per i pensionati e per chi vive nelle aree interne pesa soprattutto su prelievi, versamenti, pagamento delle bollette in contanti e accesso al presidio umano allo sportello.

Cinque milioni di persone che, per prelevare contanti, versare un assegno, fare un bonifico allo sportello o chiedere a un impiegato di aiutarle con un problema sul conto, devono prendere la macchina e percorrere decine di chilometri. Quando possono farlo. La fascia più colpita è quella degli over 70 nelle aree interne, che spesso non guidano, non hanno una connessione internet stabile e non si fidano dell’home banking per i propri risparmi.

Cosa cambia davvero nella vita di tutti i giorni

Finché lo sportello era sotto casa, certe operazioni erano automatiche: si entrava, si parlava con qualcuno, si risolveva. Quando sparisce, il problema non è solo la distanza. È che alcune operazioni diventano improvvisamente difficili o impossibili per chi non usa Internet, non ha uno smartphone o ha difficoltà a gestire il digitale da solo.

Come si fa a prelevare contanti se nel paese non c’è più l’ATM?

Se nel tuo paese non c’è più né la filiale né lo sportello ATM, l’unica alternativa è spostarsi. Per chi non guida e vive in un’area interna, questo significa dipendere da qualcun altro — un figlio, un nipote, un vicino. Molti pensionati si ritrovano a prelevare meno spesso ma importi più alti, aumentando il rischio di girare con troppi contanti in tasca o di tenerli in casa.

Come si versa denaro o un assegno senza filiale vicina?

I versamenti in contanti o in assegno si fanno fisicamente allo sportello. Se non c’è, non si possono fare dall’app o al telefono. Alcune banche offrono servizi di versamento tramite uffici postali convenzionati (BancoPosta), ma dipende dall’istituto e dal tipo di conto — e non è scontato che funzioni per tutti.

Dove si pagano le bollette se la banca ha chiuso?

Chi paga acqua, luce o gas tramite bollettino postale o MAV cartaceo ha sempre fatto tutto in banca o in posta. Con lo sportello bancario chiuso, restano:

  • l’ufficio postale, se esiste in zona;
  • i tabaccai abilitati ai pagamenti elettronici (con commissione variabile);
  • i bar e ricevitorie convenzionati con i circuiti di pagamento;
  • il canale digitale (home banking o app del fornitore).

Per chi non usa né l’uno né l’altro, pagare la bolletta diventa un ostacolo reale che richiede un viaggio organizzato.

A chi ci si rivolge per un problema sul conto se lo sportello non c’è più?

Una delle funzioni meno visibili dello sportello è quella di presidio umano: se arriva una lettera incomprensibile dalla banca, se il conto presenta un addebito strano, se bisogna fare una variazione sul conto pensione, lo sportello era il posto dove andare a chiedere. Al telefono si finisce nel call center, online non sempre si trova risposta. Per molte persone anziane, la perdita del punto di contatto fisico è la perdita più concreta.

Come si gestisce un’eredita’ o una procura bancaria senza sportello vicino?

Aprire un’eredità sul conto di un familiare defunto, sbloccare un libretto di risparmio, fare una procura sul conto: tutte operazioni che richiedono la presenza in filiale. Con lo sportello lontano, ogni pratica del genere diventa un viaggio organizzato — con la copia conforme di un atto notarile, i documenti d’identità e magari un’attesa di mesi per la conclusione. Se sospetti che esistano conti o libretti intestati a un familiare scomparso che non hai ancora rintracciato, vale la pena consultare la guida su come recuperare conti e libretti dimenticati tramite CONSAP — la procedura è gratuita e non richiede la presenza in filiale.

Chi rischia di più

La desertificazione bancaria 2026 non colpisce tutti allo stesso modo. Quattro categorie sono in prima linea.

Anziani soli, soprattutto quelli con problemi di mobilità o senza patente: per loro ogni spostamento dipende da qualcuno. Se non hanno figli vicini o non possono chiamare un taxi, restano semplicemente bloccati.

Chi vive nelle aree interne: montagna, collina, piccoli comuni dell’entroterra. Qui la chiusura della banca non è compensata da alternative digitali perché spesso manca anche la connessione stabile, e il senso di abbandono è doppio.

Chi non ha autonomia digitale: chi non usa internet banking, chi non ha uno smartphone o non sa come usarlo per operazioni finanziarie. Non è una questione di pigrizia: molti pensionati non si sono mai fidati del digitale per i soldi, o hanno avuto esperienze negative con phishing e truffe. Costringerli al solo canale digitale senza accompagnamento è una forma di esclusione reale.

Caregiver che gestiscono i conti di genitori o nonni: spesso devono fare tutto per loro, e ogni operazione allo sportello lontano diventa una mezza giornata persa.

Il conto di base: quando può aiutare, quando no

Esiste uno strumento pensato esattamente per situazioni di fragilità economica: il conto di base. La Banca d’Italia lo descrive come un conto corrente standardizzato, con un insieme minimo di operazioni incluse, pensato per chi ha esigenze semplici.

Cosa include il conto di base:

  • Accredito di stipendio o pensione;
  • Carta di debito (Bancomat);
  • Prelievi agli sportelli ATM;
  • Bonifici (in numero limitato inclusi nel canone);
  • Pagamenti con carta.

Cosa non include:

  • Assegni;
  • Fido o scoperto;
  • Conto titoli o strumenti di investimento.

Quanto costa:

  • Per i pensionati con reddito lordo annuo inferiore a 18.000 €, il canone è gratuito (si paga solo l’imposta di bollo di 34,20 € l’anno, se dovuta).
  • Per chi ha un ISEE inferiore a 11.600 €, il conto di base è completamente gratuito, senza nemmeno il bollo.
  • Per tutti gli altri, il canone è fisso e calmierato (intorno ai 3 € al mese, ma dipende dalla banca).

Attenzione però: il conto di base non risolve il problema della distanza. Lo puoi aprire in qualsiasi banca, anche online, ma se vivi in un paese senza sportello e hai bisogno di assistenza in carne e ossa, il conto di base non te la garantisce. È uno strumento utile per tenere i costi bassi e avere accesso alle operazioni essenziali, non una soluzione al problema della desertificazione.

Può essere una buona scelta per chi ha un conto tradizionale con canone alto e non usa quasi nessun servizio extra: costa meno e include tutto quello che serve per ricevere la pensione e fare le operazioni di base. Per altre situazioni di “diritto sotto-utilizzato” vale anche la scheda sul conto corrente gratis o quasi per pensionati.

Gli errori da non fare quando lo sportello chiude

Quando annunciano la chiusura della filiale, c’è la tendenza a reagire in modo affrettato. Alcuni errori frequenti.

Perché’ non conviene chiudere il conto subito quando annunciano la chiusura della filiale?

Il momento peggiore per decidere dove spostare i propri soldi è quando si è in fretta o in ansia. Meglio prendersi qualche settimana per capire quali banche hanno ancora sportelli nel raggio raggiungibile, quali offrono servizi di prossimità tramite posta o tabaccai, e quali hanno un conto di base adeguato alle proprie esigenze.

È sicuro passare all’internet banking in fretta quando chiude la filiale?

Se non si è abituati all’internet banking, attivarlo d’urgenza sotto pressione è un rischio. È il momento in cui ci si espone di più alle truffe: finti operatori che offrono “aiuto” per la migrazione del conto, email di phishing che sembrano comunicazioni della banca, SMS che chiedono “verifica dei dati” — vale la regola generale della guida sullo smishing 2026 e gli SMS truffa. Se si decide di provare il digitale, farlo con calma e magari con l’aiuto di qualcuno di fiducia, possibilmente un familiare.

Quanti contanti è prudente tenere in casa se prelevare diventa difficile?

Quando prelevare diventa difficile, la tentazione è fare scorte. Ma tenere cifre importanti in casa espone al rischio di furto e di truffe come quelle raccontate nella scheda sulla truffa dei finti carabinieri 2026 e i 7 segnali per non consegnare soldi a chi chiama o bussa. Meglio organizzarsi con prelievi ragionati e tenersi su importi gestibili.

Cosa succede alle domiciliazioni se si cambia banca dopo la chiusura dello sportello?

Se hai bollette addebitate in conto, assicurati che il nuovo conto — se cambi banca — riceva l’aggiornamento delle domiciliazioni. Spesso ci si dimentica di qualcosa e si trovano poi insoluti o interruzioni di servizio (luce staccata per un addebito tornato indietro).

Quando e come fare una procura bancaria prima che si presenti un problema?

Se sai già che avresti bisogno di qualcuno che gestisca il conto per te in caso di difficoltà, una procura bancaria va fatta prima che il problema si presenti — non dopo. Allo sportello lontano, e con meno personale, tempi e procedure si allungano.

Cosa fare concretamente adesso

Non serve fare niente di urgente se non hai ancora subito la chiusura dello sportello. Ma può valere la pena:

  • verificare se la tua banca ha ancora uno sportello entro distanza ragionevole per te, oppure se ha accordi con uffici postali o tabaccai per alcune operazioni;
  • controllare quanto costa il tuo conto corrente e se rientri nelle soglie per il conto di base gratuito. Se hai un conto ricco di servizi che non usi mai, potrebbe valere la pena semplificare;
  • parlare con un familiare o una persona di fiducia di come vorresti gestire il conto se hai difficoltà di spostamento, e se è il caso di mettere in piedi una delega formale per tempo;
  • non affidarsi a chi si presenta come “consulente” o “assistente” che offre aiuto non richiesto per spostare conti o accedere ai tuoi dati bancari. Le banche comunicano per iscritto e non chiamano per chiedere PIN o credenziali.

In sintesi

Il tema della desertificazione bancaria 2026 è reale e il disagio è concreto, soprattutto per chi ha già meno risorse e meno autonomia. Ma c’è differenza tra essere consapevoli del problema e lasciarsi travolgere dall’ansia. La maggior parte delle operazioni quotidiane — compresa la riscossione della pensione — può continuare a funzionare anche senza sportello vicino, a patto di organizzarsi per tempo e sapere dove rivolgersi: conto di base, ufficio postale, tabaccaio convenzionato, delega bancaria, e — soprattutto — un familiare di riferimento da coinvolgere prima che il problema si presenti.

Approfondimenti

Domande frequenti

Quanti Comuni italiani sono senza banca nel 2026?
**3.457 Comuni — quasi il 44% del totale — non hanno più nessuna filiale**. Lo rileva il report di [First Cisl e Fondazione Fiba](https://www.firstcisl.it/2026/01/desertificazione-bancaria-report-first-cisl-sulla-stampa-altri-516-sportelli-chiusi-nel-2025-5-milioni-di-italiani-senza-servizi-finanziari/) pubblicato a gennaio 2026: nel solo 2025 hanno chiuso altri **516 sportelli** e circa **5 milioni di italiani** vivono in zone senza accesso ai servizi finanziari di prossimità. Le aree più colpite sono le aree interne, la montagna, la collina, i piccoli Comuni dell'entroterra del Sud e dell'Appennino.
La pensione INPS continua ad arrivare anche se chiude la filiale?
Sì. La pensione INPS arriva sul conto corrente che hai indicato, indipendentemente dalla presenza di una filiale fisica sotto casa. Il problema della chiusura della filiale riguarda **prelievi, versamenti, assistenza e operazioni speciali** (successioni, deleghe, sblocchi libretti), non l'accredito automatico. Se la tua banca viene incorporata in un altro gruppo, come accaduto nella [fusione BPS-BPER del 20 aprile 2026](/finanza-e-mercati/dal-20-aprile-questa-banca-diventa-bper-pensione-bancomat-e-addebiti-cosa-devono-controllare-i-clienti/), l'accredito continua sulle nuove coordinate per almeno 12 mesi senza che tu debba fare nulla.
Cos'è il conto di base e a chi conviene davvero?
Il **conto di base** è un conto corrente standardizzato definito da [Banca d'Italia](https://economiapertutti.bancaditalia.it/aree-tematiche/conto-corrente/il-conto-di-base/index.html): contiene un set minimo di operazioni (accredito stipendio/pensione, bancomat, prelievi, bonifici limitati, pagamenti con carta), esclude assegni, fido e conto titoli. **Per i pensionati con reddito lordo annuo inferiore a 18.000 €** il canone è gratuito (resta l'imposta di bollo); per chi ha **ISEE inferiore a 11.600 €** è completamente gratuito senza nemmeno il bollo. Per tutti gli altri il canone è calmierato. Per i dettagli sulle gratuità in banca vale anche la scheda sul [conto corrente gratis per pensionati che molti non chiedono](/finanza-e-mercati/conto-corrente-gratis-o-quasi-il-diritto-che-molti-pensionati-non-chiedono-alla-banca/).
Cosa fare quando annunciano la chiusura della filiale?
Cinque azioni: 1) verificare se la tua banca ha **uno sportello entro distanza ragionevole** o accordi con uffici postali/tabaccai; 2) controllare il **costo del tuo conto corrente** e l'eventuale convenienza del conto di base; 3) parlare con un familiare di fiducia di come gestire il conto se hai difficoltà di spostamento, e valutare una **procura bancaria** per tempo; 4) **non affidarsi** a chi si presenta come 'consulente' o 'assistente'; 5) attenzione alle truffe collegate alle migrazioni di conto, raccontate nella scheda sullo [smishing 2026 e gli SMS truffa](/sicurezza/smishing-2026-come-riconoscere-gli-sms-truffa-e-cosa-fare-nei-primi-10-minuti/).
Fonti consultate per questo articolo