Il Fondo rapporti dormienti raccoglie conti correnti, libretti e assegni bancari inattivi da almeno 10 anni: il diritto al rimborso si esercita tramite Consap, gratuitamente e senza intermediari, ma si prescrive dopo altri 10 anni dalla devoluzione. Se in casa sono emersi vecchi documenti bancari o postali — dopo un decesso, un trasloco, il riordino di uno scrivano — la prima mossa non è cercare il saldo: è capire quando e se le somme sono finite al Fondo, perché da quella data scorre il termine.
Che cosa sono i rapporti dormienti
Un rapporto dormiente è un conto corrente, un libretto nominativo o al portatore, un certificato di deposito, un assegno circolare, un fondo di investimento o altro strumento finanziario rimasto inattivo per 10 anni consecutivi e con un saldo superiore a 100 euro. La normativa di riferimento è il D.P.R. 22 giugno 2007 n. 116, che ha istituito il Fondo e le regole di devoluzione.
Prima che le somme vengano trasferite, l’intermediario — banca, Poste, o altro soggetto vigilato — deve avvisare il titolare e invitarlo a impartire disposizioni entro 180 giorni. Se non arriva nessuna movimentazione né comunicazione valida, il rapporto può essere estinto e l’importo devoluto al Fondo, gestito per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze da Consap dal 14 giugno 2010.
Non si tratta di confisca: la legge conserva il diritto al rimborso per altri 10 anni. Il problema è che questo termine scorre silenziosamente, e molti eredi o familiari si muovono tardi.
Da dove partire: l’intermediario prima di Consap
Il percorso di recupero parte dalla banca o da Poste, non da Consap. Consap non ha un motore di ricerca pubblico che mostri se il tuo nome è collegato a somme devolute. La sequenza corretta è:
- Identificare l’intestatario, la banca o l’ufficio postale coinvolto, e il tipo di rapporto (conto, libretto, certificato, assegno).
- Contattare l’intermediario e chiedere se quel rapporto è stato devoluto al Fondo rapporti dormienti.
- Richiedere l’attestazione di devoluzione al Fondo — il documento su cui Consap basa tutta l’istruttoria.
Senza quell’attestazione, la domanda a Consap non viene accettata. La pagina ufficiale Consap “Rapporti dormienti — Area cittadini” è il punto di riferimento per verificare i moduli corretti in base al tipo di rapporto e le istruzioni operative aggiornate.
Cosa raccogliere prima di fare la domanda
La documentazione base per qualunque tipo di rapporto include:
- documento di identita’ in corso di validita’;
- codice fiscale o tessera sanitaria;
- attestazione di devoluzione al Fondo rilasciata dall’intermediario;
- IBAN su cui ricevere l’eventuale accredito;
- modulo specifico per il tipo di rapporto (conto corrente, libretto, certificato di deposito, assegno circolare, fondo).
Per gli eredi è necessario aggiungere la documentazione che prova la qualità di avente diritto — tipicamente l’atto di notorietà o il certificato di successione. Trovare un vecchio libretto in casa non basta.
Come funziona il Portale Unico Consap
Come si genera e trasmette la domanda
Il Portale Unico delle Richieste Consap permette di compilare la domanda online e generare il modulo precompilato. Ma attenzione: la trasmissione non è digitale. Consap richiede che la domanda — con tutta la documentazione originale allegata — sia inviata tramite raccomandata A/R all’indirizzo indicato nelle istruzioni operative.
Le istruzioni per generare la domanda tramite portale e trasmetterla con raccomandata A/R spiegano nel dettaglio ogni passaggio. L’istruttoria Consap parte solo dopo aver ricevuto la documentazione cartacea originale: il portale serve a generare il modulo corretto, non a sostituire la raccomandata.
La scadenza che pochi conoscono
Il diritto al rimborso si prescrive 10 anni dopo la data di devoluzione al Fondo — non 10 anni dopo l’ultima movimentazione del conto. Sono due date diverse, e spesso distanti nel tempo.
Se un conto è rimasto inattivo da quindici anni ma è stato devoluto al Fondo otto anni fa, hai ancora due anni per fare domanda. Se invece la devoluzione è avvenuta dodici anni fa, il diritto è già prescritto. Per questo la prima domanda da fare all’intermediario non è “quanto c’era sul conto?” ma “quando è stato trasferito al Fondo?”.
Per gli assegni circolari le regole di prescrizione sono più articolate: la prescrizione può essere triennale per i beneficiari e decennale per gli ordinanti. Consap segnala casi non rimborsabili proprio per questo motivo.
Quando il rimborso non spetta
Non ogni vecchio rapporto bancario o postale è recuperabile. Le situazioni in cui Consap non può rimborsare includono:
- rapporti per cui il termine decennale di prescrizione è già decorso;
- domande senza l’attestazione di devoluzione al Fondo;
- assegni circolari caduti in prescrizione secondo le regole specifiche;
- polizze vita e buoni fruttiferi postali, che seguono procedure e normative diverse;
- situazioni in cui non si riesce a dimostrare la titolarità o la qualità di erede.
Sui rimborsi riconosciuti non vengono corrisposti interessi né spese aggiuntive. Chiunque prometta importi maggiorati o tempi certi sta mentendo.
I segnali di truffa da riconoscere subito
Il tema dei rapporti dormienti attira truffatori perché intercetta persone che stanno cercando denaro e sono in una situazione emotivamente delicata — spesso eredi che stanno sistemando documenti dopo un lutto. Le dinamiche di ingegneria sociale usate in questo contesto sono simili a quelle descritte nel caso del finto operatore bancario: si crea urgenza, si promette un risultato certo, si chiede di pagare in anticipo.
Consap avvisa esplicitamente che MEF e Consap non incaricano mai agenzie o terzi per contattare i richiedenti. Sono segnali di allarme certi:
- telefonate o messaggi di chi dice di avere “soldi bloccati” da recuperare a tuo nome;
- richieste di pagamento anticipato per aprire o accelerare la pratica;
- promesse di rimborso garantito o di percentuali sull’importo recuperato;
- pressioni a firmare deleghe prima di leggere i documenti ufficiali;
- link che imitano i siti Consap o chiedono dati bancari.
La regola operativa è semplice: nessun passaggio nella procedura Consap costa nulla e nessuno ti contatta spontaneamente per offrirti un rimborso.
Checklist per eredi, caregiver e famiglie
Prima di aprire la pratica, questa sequenza riduce il rischio di perdere tempo o di scoprire che i termini sono già scaduti:
- Cercare in casa libretti, estratti conto, certificati di deposito, comunicazioni bancarie, assegni circolari o documenti su fondi e strumenti finanziari.
- Identificare intestatario, intermediario e tipo di rapporto.
- Contattare la banca, Poste o l’intermediario per chiedere la data di devoluzione al Fondo e richiedere l’attestazione.
- Verificare se il termine decennale dalla data di devoluzione è ancora aperto.
- Selezionare il modulo corretto dalla pagina Consap “Modelli di domanda” in base al tipo di rapporto.
- Preparare documento di identita’, codice fiscale, IBAN e — per gli eredi — la documentazione successoria.
- Generare la domanda dal Portale Unico, stamparla e inviarla con raccomandata A/R con la documentazione originale allegata.
Non c’è garanzia di recupero: il Fondo rimborsa solo se la devoluzione è avvenuta, il termine non è scaduto e la documentazione è completa. Ma la procedura è pubblica, gratuita e diretta — e per chi vive con un reddito fisso o sta sistemando l’eredità di un familiare, vale la pena verificare.
Cosa resta da chiarire
- Consap non pubblica dati aggregati sul numero di pratiche presentate, approvate o rigettate ogni anno: non è possibile stimare il tasso di successo delle domande.
- Le polizze vita e i buoni fruttiferi seguono normative proprie — il perimetro esatto di esclusione dal Fondo rapporti dormienti non è descritto in un unico documento pubblico.
- I tempi medi di istruttoria Consap non sono indicati ufficialmente: chi presenta domanda non ha una stima attendibile dell’attesa.