Vecchio libretto bancario e documenti su un tavolo di legno, con una calcolatrice e una busta aperta
Finanza e mercati

Conti dormienti 2026: verifica e rimborso tramite Consap

Conti e libretti bancari inattivi finiscono al Fondo rapporti dormienti: come verificare con Consap, quali documenti servono e le scadenze da rispettare.

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Giovanna Bitozzi

Il Fondo rapporti dormienti raccoglie conti correnti, libretti e assegni bancari inattivi da almeno 10 anni: il diritto al rimborso si esercita tramite Consap, gratuitamente e senza intermediari, ma si prescrive dopo altri 10 anni dalla devoluzione. Se in casa sono emersi vecchi documenti bancari o postali — dopo un decesso, un trasloco, il riordino di uno scrivano — la prima mossa non è cercare il saldo: è capire quando e se le somme sono finite al Fondo, perché da quella data scorre il termine.

Che cosa sono i rapporti dormienti

Un rapporto dormiente è un conto corrente, un libretto nominativo o al portatore, un certificato di deposito, un assegno circolare, un fondo di investimento o altro strumento finanziario rimasto inattivo per 10 anni consecutivi e con un saldo superiore a 100 euro. La normativa di riferimento è il D.P.R. 22 giugno 2007 n. 116, che ha istituito il Fondo e le regole di devoluzione.

Prima che le somme vengano trasferite, l’intermediario — banca, Poste, o altro soggetto vigilato — deve avvisare il titolare e invitarlo a impartire disposizioni entro 180 giorni. Se non arriva nessuna movimentazione né comunicazione valida, il rapporto può essere estinto e l’importo devoluto al Fondo, gestito per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze da Consap dal 14 giugno 2010.

Non si tratta di confisca: la legge conserva il diritto al rimborso per altri 10 anni. Il problema è che questo termine scorre silenziosamente, e molti eredi o familiari si muovono tardi.

Da dove partire: l’intermediario prima di Consap

Il percorso di recupero parte dalla banca o da Poste, non da Consap. Consap non ha un motore di ricerca pubblico che mostri se il tuo nome è collegato a somme devolute. La sequenza corretta è:

  1. Identificare l’intestatario, la banca o l’ufficio postale coinvolto, e il tipo di rapporto (conto, libretto, certificato, assegno).
  2. Contattare l’intermediario e chiedere se quel rapporto è stato devoluto al Fondo rapporti dormienti.
  3. Richiedere l’attestazione di devoluzione al Fondo — il documento su cui Consap basa tutta l’istruttoria.

Senza quell’attestazione, la domanda a Consap non viene accettata. La pagina ufficiale Consap “Rapporti dormienti — Area cittadini” è il punto di riferimento per verificare i moduli corretti in base al tipo di rapporto e le istruzioni operative aggiornate.

Cosa raccogliere prima di fare la domanda

La documentazione base per qualunque tipo di rapporto include:

  • documento di identita’ in corso di validita’;
  • codice fiscale o tessera sanitaria;
  • attestazione di devoluzione al Fondo rilasciata dall’intermediario;
  • IBAN su cui ricevere l’eventuale accredito;
  • modulo specifico per il tipo di rapporto (conto corrente, libretto, certificato di deposito, assegno circolare, fondo).

Per gli eredi è necessario aggiungere la documentazione che prova la qualità di avente diritto — tipicamente l’atto di notorietà o il certificato di successione. Trovare un vecchio libretto in casa non basta.

Come funziona il Portale Unico Consap

Come si genera e trasmette la domanda

Il Portale Unico delle Richieste Consap permette di compilare la domanda online e generare il modulo precompilato. Ma attenzione: la trasmissione non è digitale. Consap richiede che la domanda — con tutta la documentazione originale allegata — sia inviata tramite raccomandata A/R all’indirizzo indicato nelle istruzioni operative.

Le istruzioni per generare la domanda tramite portale e trasmetterla con raccomandata A/R spiegano nel dettaglio ogni passaggio. L’istruttoria Consap parte solo dopo aver ricevuto la documentazione cartacea originale: il portale serve a generare il modulo corretto, non a sostituire la raccomandata.

La scadenza che pochi conoscono

Il diritto al rimborso si prescrive 10 anni dopo la data di devoluzione al Fondo — non 10 anni dopo l’ultima movimentazione del conto. Sono due date diverse, e spesso distanti nel tempo.

Se un conto è rimasto inattivo da quindici anni ma è stato devoluto al Fondo otto anni fa, hai ancora due anni per fare domanda. Se invece la devoluzione è avvenuta dodici anni fa, il diritto è già prescritto. Per questo la prima domanda da fare all’intermediario non è “quanto c’era sul conto?” ma “quando è stato trasferito al Fondo?”.

Per gli assegni circolari le regole di prescrizione sono più articolate: la prescrizione può essere triennale per i beneficiari e decennale per gli ordinanti. Consap segnala casi non rimborsabili proprio per questo motivo.

Quando il rimborso non spetta

Non ogni vecchio rapporto bancario o postale è recuperabile. Le situazioni in cui Consap non può rimborsare includono:

  • rapporti per cui il termine decennale di prescrizione è già decorso;
  • domande senza l’attestazione di devoluzione al Fondo;
  • assegni circolari caduti in prescrizione secondo le regole specifiche;
  • polizze vita e buoni fruttiferi postali, che seguono procedure e normative diverse;
  • situazioni in cui non si riesce a dimostrare la titolarità o la qualità di erede.

Sui rimborsi riconosciuti non vengono corrisposti interessi né spese aggiuntive. Chiunque prometta importi maggiorati o tempi certi sta mentendo.

I segnali di truffa da riconoscere subito

Il tema dei rapporti dormienti attira truffatori perché intercetta persone che stanno cercando denaro e sono in una situazione emotivamente delicata — spesso eredi che stanno sistemando documenti dopo un lutto. Le dinamiche di ingegneria sociale usate in questo contesto sono simili a quelle descritte nel caso del finto operatore bancario: si crea urgenza, si promette un risultato certo, si chiede di pagare in anticipo.

Consap avvisa esplicitamente che MEF e Consap non incaricano mai agenzie o terzi per contattare i richiedenti. Sono segnali di allarme certi:

  • telefonate o messaggi di chi dice di avere “soldi bloccati” da recuperare a tuo nome;
  • richieste di pagamento anticipato per aprire o accelerare la pratica;
  • promesse di rimborso garantito o di percentuali sull’importo recuperato;
  • pressioni a firmare deleghe prima di leggere i documenti ufficiali;
  • link che imitano i siti Consap o chiedono dati bancari.

La regola operativa è semplice: nessun passaggio nella procedura Consap costa nulla e nessuno ti contatta spontaneamente per offrirti un rimborso.

Checklist per eredi, caregiver e famiglie

Prima di aprire la pratica, questa sequenza riduce il rischio di perdere tempo o di scoprire che i termini sono già scaduti:

  1. Cercare in casa libretti, estratti conto, certificati di deposito, comunicazioni bancarie, assegni circolari o documenti su fondi e strumenti finanziari.
  2. Identificare intestatario, intermediario e tipo di rapporto.
  3. Contattare la banca, Poste o l’intermediario per chiedere la data di devoluzione al Fondo e richiedere l’attestazione.
  4. Verificare se il termine decennale dalla data di devoluzione è ancora aperto.
  5. Selezionare il modulo corretto dalla pagina Consap “Modelli di domanda” in base al tipo di rapporto.
  6. Preparare documento di identita’, codice fiscale, IBAN e — per gli eredi — la documentazione successoria.
  7. Generare la domanda dal Portale Unico, stamparla e inviarla con raccomandata A/R con la documentazione originale allegata.

Non c’è garanzia di recupero: il Fondo rimborsa solo se la devoluzione è avvenuta, il termine non è scaduto e la documentazione è completa. Ma la procedura è pubblica, gratuita e diretta — e per chi vive con un reddito fisso o sta sistemando l’eredità di un familiare, vale la pena verificare.

Cosa resta da chiarire

  • Consap non pubblica dati aggregati sul numero di pratiche presentate, approvate o rigettate ogni anno: non è possibile stimare il tasso di successo delle domande.
  • Le polizze vita e i buoni fruttiferi seguono normative proprie — il perimetro esatto di esclusione dal Fondo rapporti dormienti non è descritto in un unico documento pubblico.
  • I tempi medi di istruttoria Consap non sono indicati ufficialmente: chi presenta domanda non ha una stima attendibile dell’attesa.

Approfondimenti

Domande frequenti

Come faccio a sapere se ho un conto o libretto finito al Fondo rapporti dormienti?
Non esiste un motore di ricerca pubblico che mostri il tuo nome. Il percorso corretto è contattare direttamente la banca, Poste o l'intermediario coinvolto e chiedere se quel rapporto è stato devoluto al Fondo. Solo dopo aver ottenuto l'attestazione di devoluzione puoi aprire la pratica su [Consap — Area cittadini](https://www.consap.it/rapporti-dormienti/rapporti-dormienti-area-cittadini/). Senza quel documento, la domanda non viene accettata.
Quanto tempo ho per chiedere il rimborso di un rapporto dormiente?
Il diritto al rimborso si prescrive dopo 10 anni dalla data in cui le somme sono state devolute al Fondo. La scadenza non parte da quando il conto era attivo, ma da quando l'intermediario ha trasferito il denaro al Fondo. Per questo è fondamentale scoprire prima la data di devoluzione — non il saldo — e capire se il termine è ancora aperto. Per gli assegni circolari la prescrizione può essere triennale per i beneficiari.
Serve un avvocato o un intermediario per fare domanda a Consap?
No. Consap indica esplicitamente che gli aventi diritto possono presentare la domanda in autonomia, senza mediatori, agenti finanziari o avvocati. La procedura passa dal Portale Unico Consap, dove si genera il modulo, che va poi trasmesso con raccomandata A/R insieme alla documentazione richiesta. Chi promette corsie preferenziali in cambio di un pagamento anticipato sta usando tecniche di [truffa del finto operatore finanziario](/sicurezza/truffa-del-finto-operatore-bancario-come-riconoscerla-e-cosa-fare-per-tentare-il-rimborso/) — MEF e Consap non incaricano mai terzi per contattare i richiedenti.
Cosa devono fare gli eredi per recuperare un conto dormiente di un familiare?
Gli eredi devono prima ottenere l'attestazione di devoluzione dall'intermediario, poi dimostrare la loro qualità di aventi diritto tramite la documentazione successoria. Per sapere come gestire la parte successoria e burocratica legata a banche e depositi dopo un decesso, puoi consultare la guida sulla [successione precompilata 2026](/fisco/successione-precompilata-web-2026-cosa-fare-subito-tra-casa-imposte-e-banca/). Trovare un vecchio libretto in casa non basta: occorre la prova del diritto.
Fonti consultate per questo articolo